Il partner perfetto non è quella persona che ti ama così come sei, ma...

Platone arriva ad un'altra definizione di amore

by Federico Coppini
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Il partner perfetto non è quella persona che ti ama così come sei, ma...

Per comprendere al meglio la visione dell’amore di Platone, è necessario prendere in considerazione prima di tutto la concezione che lui stesso ha dell’uomo: un essere diviso a metá tra anima e corpo, tra aspirazione verso il mondo delle idee e tendenza a cedere alle tentazioni del mondo materiale.

Platone, riprendendo ciò che era stato detto da Socrate, definisce l’amore una follia, ma va avanti nell’analisi, sostenendo che non sempre la follia é un male. L’amore diventa infatti una ‘follia divina’, fonte di bene per gli esseri umani.

La bellezza di cui ci si innamora non é altro che la rivelazione dell’armonia divina, la quale riaccende nell’uomo il ricordo della Bellezza Ideale che l’anima sensibile aveva contemplato prima di incarnarsi. Ne consegue che, mediante la contemplazione della bellezza, frutto di un’intelligenza ordinatrice, ci si avvicini all’intelligenza stessa.

Infatti l’uomo, grazie alla reincarnazione, vita dopo vita,impara a non lasciarsi ingannare dalla bellezza estetica, ma cerca qualcosa in più, fino a giungere anche alla bellezza del divino stesso. L’amore ,assumendo una forte connotazione morale, viene considerato una forza mediatrice in grado di unire il sensibile e il soprasensibile.

Questo permette di trascendere la condizione umana e, attraverso i vari gradi della bellezza, eleva l’anima fino a raggiungere la Bellezza ideale. L’uomo quindi, mediante questa esperienza, riesce ad avvertire cosa c’é oltre i propri limiti conoscitivi e indirettamente a superarli.