“Morire a sè stessi”


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“Morire a sè stessi”

Il processo di espansione dell’ io, che spinge l’individuo all’azione, al tempo stesso lo limita. Per questa attività l’individuo si illude prima e resta deluso poi, trova un effimera gioia, seguita da un più lungo dolore.

Una grande forza prorompe da questo io, ma è una forza che trascina l’individuo nel dolore, se egli non vi si sottrae.
Superare l’attività espansionistica dell’io, significa “morire a sé stessi”: lavorare per amore del lavoro, svelare i segreti della natura, per il bene delle creature e non per accrescere sé stessi; significa vivere, muoversi liberamente, per la bellezza di una causa in sé e per sè , senza il miraggio di un guadagno personale; significa considerare la vita, da un punto di vista completamente diverso da quello secondo il quale gli uomini vivono, agiscono, e tuttavia continuare ad agire, a progredire; significa essere tanto forti ed amare tanto la vita, da vivere anche senza l’incentivo dell’io.
Esiste un conflitto, nell’individuo.

Tale conflitto è sottile e complesso. La sua impostazione può variare da individuo ad individuo: a volte il sentire, la coscienza, non è consona al pensiero; altre volte l’azione, è agli antipodi del desiderio; e così via.

Il conflitto indica comunque, che l’individuo è intento ad accrescere sé stesso.
Morire a sé stessi, o superare l’attività espansionistica dell’io, non vuol dire cambiare un atteggiamento, ma tutto il proprio essere; significa vivere senza opporre alcuna resistenza, al fluire in noi dell’unica vita.
Quando siete nel dormiveglia, vi appaiono delle fuggevoli immagini.

Nel momento che di proposito le volete osservare attentamente, queste scompaiono, e vi destate. Così è della realtà: quando la si vuole perseguire con uno scopo, diventa irragiungibile. Ciò nondimeno, se l’individuo non pone attenzione all’attività espansionistica del suo io, continua a soffrire.
Bisogna che si renda consapevole di ciò che lo muove, per sostituire alla spinta dell’io, la fede o l’intima convinzione, nella comunione di tutto il Creato. Tratto dal libro, "Conosci te stesso"
Cerchio Firenze '77