Affrontare la paura dell’inadeguatezza e dell’insicurezza


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Affrontare la paura dell’inadeguatezza e dell’insicurezza

(Anche conosciuta come dell’impostore, fenomeno dell’impostore, o sindrome della frode.)

Pensate ai vostri successi più importanti. Vi sentite orgogliosi di quello che avete raggiunto? O vi sentite come in un inganno generale?

I successi, le promozioni o i complimenti vi portano gioia? O sono accompagnati dal timore che, un giorno, la vostra copertura possa saltare, e che tutti scopriranno che avete solo avete avuto fortuna?

Se provate sensazioni di inadeguatezza o insicurezza potreste essere sorpresi nel sapere che siete in ottima compagnia. La sindrome dell’impostore è tipicamente associata con i grandi vincenti. Quindi, se vi sentite come in una truffa, ci sono buone possibilità che siate più capaci di quanto pensiate. I veri truffatori non si preoccupano di queste cose!

In questo articolo, esamineremo la sindrome dell’impostore: cos’è, come può limitare le vostre possibilità, e le strategie che potete usare per superarla.

Cos’è la sindrome dell’impostore?

La sindrome dell’impostore è la sensazione schiacciante del non meritare il proprio successo. Vi convince che non siete tanto intelligenti, creativi o talentosi come potrebbe sembrare. È il sospetto che i vostri successi sono una questione di fortuna, tempismo o semplicemente “essere nel posto giusto al momento giusto”. Ed è accompagnato dalla paura che, un giorno, sarete tacciati di frode.

La sindrome dell’impostore può essere collegata ad altre sensazioni di insicurezza, come paura del successo, paura del fallimento, o auto-sabotaggio. Ma non è semplicemente un altro sintomo di insicurezza, o eccessiva umiltà. Coinvolge una costante paura di esporsi, di isolarsi e del rifiuto.

La sindrome dell’impostore spesso colpisce nei momenti di successo: l’inizio di un nuovo lavoro, un premio o una promozione, o una responsabilità extra come insegnare ad altri, iniziare la propria impresa, o diventare genitori per la prima volta.

Queste sensazioni possono ispirarvi a lavorare più duramente, per non essere “smascherati”, portandovi ad un ulteriore successo e riconoscimento, e a sentirvi ancora di più un imbroglione. Ma spesso, portano a un “cambio di marcia”. Questo è quando rivedete i vostri obiettivi e diventate meno ambiziosi, che in cambio, vi impedisce di realizzare il vostro vero potenziale.

Nota:

in accordo con l’effetto Dunning-Kruger, le persone dotate di grandi abilità spesso hanno scarsa consapevolezza di questa capacità. Comunque, questo non significa che hanno tutti la sindrome dell’impostore, che coinvolge univocamente la minaccia di una “scoperta”.

La sindrome dell’impostore e il gender

Per molto tempo si è pensato che la sindrome dell’impostore colpisse maggiormente le donne rispetto agli uomini, soprattutto in ambienti a prevalenza maschile. Nel suo articolo all’avanguardia, Pauline Rose e Suzanne Imes hanno rilevato maggior incidenza della sindrome dell’impostore in donne di grande successo.

Ricerche più recenti suggeriscono che in certe circostanze, uomini con sindrome dell’impostore soffrono più di ansia che le donne, e possono avere peggiori prestazioni. Nello stesso studio, le donne hanno mostrato grande resilienza, e affrontato in maniera più positiva le responsabilità a loro affidate.

Soffro io stesso di sindrome dell’impostore?

Ironicamente, la sindrome dell’impostore è difficile da riconoscere in se stessi. Molte persone accettano che altri abbiano la sindrome, ma sono convinti che, nel loro caso, loro stessi siano veri impostori.

Comunque, se riconoscete uno qualsiasi dei sintomi che descriveremo qui di seguito, potreste avere la sindrome dell’impostore.

1. Sentirsi inadeguati e insicuri

La sindrome dell’impostore si manifesta sotto forma di un’estrema mancanza di fiducia. Quando avete successo potreste ritrovarvi a pensare “Non sono degno” o “Non me lo merito.”

La maggior parte delle persone soffre di mancanza di fiducia in se stessi a un certo punto della loro vita, ma nel caso della sindrome dell’impostore, la sensazione è costante e grave.

2. Manifeste tendenze perfezioniste

Molte persone con la sindrome dell’impostore sono perfezioniste. Si pongono obiettivi smisurati, e provano imbarazzo o delusione quando non ce la fanno. I perfezionisti non sono mai soddisfatti dei loro successi, preferendo concentrarsi sui loro errori e fallimenti.

Anche le persone di più grande successo possono cadere vittima di questo modo di pensare. Per esempio, nel 2019 la campionessa mondiale di Eptatlon, Katarina Johnson-Thompson, ha parlato delle sue esperienze di insicurezza cronica, anche quando competeva a livello mondiale.

3. Paura del giudizio e della scoperta

La sindrome dell’impostore è caratterizzata da una costante paura della “scoperta.” Chi ne soffre è perseguitato dalla paura non solo di non essere bravo abbastanza, ma anche da quella che colleghi e manager se ne accorgano di sicuro, se non l’hanno già fatto.

Questa paura può portare le persone con la sindrome dell’impostore a estremi senza logica. Spesso si spingono al limite per evitare “esposizione”, per poi in qualche modo rifiutare che i loro sforzi siano stati buoni abbastanza. Questo genera un circolo vizioso di sforzo, delusione, e paura, che danneggia ulteriormente la loro autostima.

4. Rifiutare il proprio successo

Le persone con la sindrome dell’impostore sminuiscono i loro successi. Spesso, usano dialoghi interiori negativi per convincersi che non hanno il merito del loro successo. Questo monologo spesso fornisce un supporto apparentemente razionale a idee irrazionali.

Uno dei sintomi è quello di definire qualcosa che hanno fatto come “semplice”, anche se ci hanno speso sopra molto tempo e investito molti sforzi. Per esempio, sul completamento positivo di un compito potrebbero pensare, “Beh, chiunque potrebbe farlo altrettanto bene, o meglio.”

E quando un manager suggerisce che era, in effetti, difficile, potrebbero trovare modi per evitare questi commenti. Per esempio, potrebbero pensare, “Beh, sono stato solo fortunato e ho avuto un sacco di aiuto.” Potrebbero anche pensare che se dovessero iniziare da capo, non avreste la stessa fortuna, talento, o capacità per replicare l’attuale successo.

Nota:

solo perché dubitate delle vostre abilità non significa che soffrite della sindrome dell’impostore.

A volte, sarete davvero fuori dalla vostra zona confort! In altri casi, è importante essere onesti e cercare l’aiuto del vostro manager piuttosto che continuare ad annaspare senza prospettiva di successo.

Il mio team soffre di sindrome dell’impostore?

La sindrome dell’impostore non ferisce solo le persone che la vivono. Ferisce anche i team e i business a cui appartengono. Quindi, se ricoprite un ruolo da leader, è utile tenere sott’occhio i membri del team che faticano con sensazioni di inadeguatezza.

Potrebbero rifiutare promozioni o evitare nuovi ruoli impegnativo o progetti che li esporrebbero. Probabilmente si sentiranno a disagio con complimenti o lodi, attribuendo il buon lavoro o il successo alla fortuna o alle giuste conoscenze.

Un altro segno è paragonarsi in maniera negativa con altri, usando frasi autocritiche come “Nono sono sicuro di cosa stia parlando, ma...” oppure “potrei essere solo io, ma...” potrebbero persino esprimere apertamente paura di fallire o mancanze.

Superare la sindrome dell’impostore

Riconoscere di avere la sindrome dell’impostore è spesso la parte più difficile. Molte persone credono che l’alternativa sia quella di diventare spacconi e presuntuosi, non è questo il caso.

Le seguenti sezioni vi daranno alcuni consigli per aiutare a vincere la sindrome dell’impostore.

Riconoscere le proprie sensazioni

Il primo passo per superare la sindrome dell’impostore è riconoscere cosa sentite, e perché.

Iniziate tenendo un diario. In qualsiasi momento vi sentite scoraggiati o inadeguati, segnatevelo, e spiegate perché vi sentite così. Siate il più specifici possibile riguardo ogni situazione. Ci sono possibilità che buttandolo fuori, scopriate che non dovete preoccuparvi della situazione.

Per esempio, potreste scrivere, “Ho fatto una presentazione, e nonostante abbiano detto che sono andato molto bene, potevo capire che non erano colpiti da quello che stavo dicendo.” Se riflettete su quello che avete scritto, e su come i membri della commissione hanno realmente reagito, potrete vedere che le loro impressioni erano sincere, e che quindi le paure erano infondate.

Dopo, usate la ristrutturazione cognitiva per controbattere i pensieri negativi con affermazioni positive, e arrivate ad asserzioni che neutralizzino questi pensieri. Tenete in conto i successi che vi hanno portato a questo momento.

Clance ed Imes raccomandano di immaginarvi di parlare a tutte le persone che pensate di aver ingannato, su come le avete ingannate. Come risponderebbero? Molto probabilmente vi diranno che vi hanno dato un buon voto, una promozione o un premio perché le avete affascinate. Potrebbero persino essere infastidite dal fatto che abbiate dubitato del loro giudizio.

Ricordate che le sensazioni sono importanti, ma sono solo sensazioni. Quindi, sensazioni non qualificate non significano che voi siate inqualificati. Siate coscienti dei pensieri e sensazioni automatici che avete, e lavorate sul controbatterli con affermazioni razionali, come “Sono qualificato per questo compito perché...”

Parlate agli altri

Parlate alle persone di cui vi fidate. Potreste essere sorpresi da come molti dei vostri amici e colleghi possano relazionarsi con come vi sentite. Ascoltate le persone che rispettate nella vostra vita e lasciate che vi dimostrino quanto le vostre paure siano infondate.

Nel suo libro, The Secret Thoughts of Successful Women, Valerie Yung parla della sorpresa che ha provato quando ha scoperto che anche i suoi colleghi e mentori provavano sensazioni di insicurezza: “Per me, erano individui intelligenti, articolati, ed estremamente competenti. Scoprire che persino loro si erano sentiti come se avessero ingannato gli altri, ha sconvolto il mio mondo.”

Sviluppate un piano di risposta rapida

Avere a che fare con la sindrome dell’impostore richiede uno sforzo a lungo termine, ma a volte sono necessarie tattiche per gestire momenti particolarmente stressanti. Quando pensieri negativi prendono il sopravvento, cercate di confrontarli prendendo le distanze dalla parte emotiva.

Potete farlo pensando a voi in terza persona. Al posto di pensare, “Perché l’ho fatto?” provate a pensare, “Perché l’ha fatto?” Questo vi aiuterà a guadagnare più oggettività e prospettiva esterna sui vostri pensieri e sensazioni.

Potete anche controbattere la tendenza del pensare “Non sono bravo abbastanza” decidendo di prendervi più rischi. Potrebbe sembrare contro-intuitivo, ma prendendo rischi calcolati con successo, potete costruire uno scudo contro la vostra critica interiore. Evitate di essere incauti, in quanto potrebbe rivelarsi auto-sabotante.

Capite quali sono i vostri punti forti e le debolezze

Costruite la vostra sicurezza diventando più coscienti dei vostri punti forti e delle debolezze. Scoprite in cosa siete più bravi, e pensate a come minimizzare le vostre debolezze.

Una volta che avete maggior comprensione dei vostri punti forti e delle debolezze, non dovrete passare tanto tempo a preoccuparvi del fatto che non siete qualificati per certi compiti, progetti o ruoli. Sviluppate una rete di supporto di persone che vi possano aiutare ad apprezzare la realtà della vostra situazione e controbattere i vostri pensieri negativi.

Superate il perfezionismo

Imparate come stabilire obiettivi realistici, impegnativi e raggiungibili e accettate fallimenti onesti come parte della vita. Invece di vedere i vostri errori come qualcosa di cui vergognarsi, trattateli come esperienze di apprendimento che vi aiuteranno a fare meglio la prossima volta.

Consiglio:

Come manager, cercate di favorire un ambiente psicologicamente sicuro in cui i vostri membri possano fallire senza vergogna o recriminazione.

Prendetevi i vostri meriti

Spesso, le persone con la sindrome dell’impostore trovano difficile accettare complimenti. Quando le cose vanno bene, attribuiscono il loro successo a fattori esterni come l’aiuto di altri, o fortuna. Ma quando le cose vanno male, si incolpano.

Cercate di sviluppare un centro di controllo interno ben formato. Se pensate che la forma della vostra vita è data dalle vostre azioni, scelte e decisioni, potete prendervi la responsabilità tanto dei vostri successi, quanto dei vostri limiti, e prenderne il meglio.

Quando raggiungete un obiettivo o finite un progetto importante, prendete atto che è stata la vostra capacità e talento che l’hanno reso possibile. E celebratelo. È importante godersi il successo, quindi sviluppate l’abitudine di visualizzare il successo in anticipo, in modo tale da essere pronti ad accoglierlo quando arriva.

Tenete traccia dei riscontri positivi. Esercitatevi ad ascoltare lodi, prendetevi i complimenti e traetene energia. Scrivete perchè i pensieri negati sono falsi o privi di significato e spiegate perché siete qualificati o adatti per quel lavoro. E, se siete un manager, siate sicuri di fare complimenti quando sono dovuti, e condividere episodi positivi di membri di successo.


 

Punti chiave:

La sindrome dell’impostore è un modello di pensiero, in cui ci si considera un imbroglione. Si dubita della propria intelligenza e talento e si pensa che chiunque pensi il contrario sia o gentile o sia stato ingannato nel crederlo.

Per superare la sindrome dell’impostore, bisogna rompere questo modo di stabilire standard senza logica e pensare che fattori esterni come la fortuna, o l’aiuto di altre persone siano responsabili del successo. Bisogna anche smettere di incolparsi per i propri limiti personali, errori o fallimenti.

Parlate con altri su come vi sentite. Superate le vostre tendenze perfezioniste stabilendo obiettivi reali, e accettate errori e fallimenti come parte della vita.