Ami o Odi i PETTEGOLEZZI?


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Ami o Odi i PETTEGOLEZZI?

E' lo sport più praticato in azienda e nei gruppi (che siano di amici, parenti o conoscenti). E a tutti è capitato di esserne coinvolti, come vittime, autori o semplicemente spettatori. Ma dei pettegolezzi ci si può liberare.

Nonostante la loro origine chiami in causa addirittura le teorie evoluzionistiche. SONO UTILI, PERÒ...
«Sparlare è da sempre un collante sociale», spiega Patrizia Vaccaro, psicoterapeuta a Milano e Pavia.

«La stessa etimologia della parola deriva da pithecus, ovvero scimmia. Secondo lo psicologo evoluzionista Dunbar il pettegolezzo è simile al grooming dei primati, e cioè l’attività di spulciarsi l’un l’altro.

Svolge lo stesso ruolo prezioso: permette di mantenere le relazioni all’interno della propria cerchia sociale. Attraverso il pettegolezzo, cioè, si crea consenso in un gruppo, si fronteggia l’incertezza, ci si sente leader.

Peccato che sia fatto a discapito di qualcun altro considerato minaccioso e quindi da mettere in cattiva luce ed emarginare dal gruppo», continua l’esperta. PERCHÉ HANNO FACILE PRESA
«Il pettegolezzo può essere visto come una sorta di “aggressione protetta” poiché chi lo fa si nasconde dietro un “si dice che” , risulta quindi schermato da qualsiasi eventuale ritorsione», sottolinea la dottoressa Vaccaro.

«In più, l’informazione in genere è poco definita (in questo modo non è nemmeno necessario offrire “prove”)». Insomma, c’è una vittima ma non c’è un chiaro responsabile.

SONO UNA FORMA DI BULLISMO
«Il pettegolezzo può provocare gravi ferite in chi lo subisce, fino a diventare una forma di bullismo vero e proprio.
Infatti quando veniamo a sapere che girano voci infondate sul nostro conto e che ci mettono in cattiva luce, proviamo sentimenti di disagio, rabbia, tristezza e vergogna», continua la psicoterapeuta.

CHI LI PATISCE SPESSO SPARLA DI PIÙ
«Le persone insicure, con una scarsa autostima e particolarmente giudicanti, sono quelle che soffrono di più quando scoprono di essere state oggetto di pettegolezzi.

E spesso sono proprio quelle più propense a sparlare del prossimo», sottolinea Patrizia Vaccaro. Per spezzare questo circolo vizioso (stare male e produrre male) occorre fermarsi. Come difendersi 1. La prima cosa da fare, quando si scopre di essere vittima di un pettegolezzo, è imparare a riconoscere e a tollerare le emozioni che stai provando: concediti di provarle.

È normale arrabbiarsi, rattristarsi o vergognarsi se qualcuno 2. Cerca di condividere l’accaduto con una persona amica. Chiedi rassicurazioni sull’immagine che offri di te e scopri se puoi aver in qualche modo alimentato qualche diceria.

3. Un confronto con chi ha messo in giro il pettegolezzo è un’ottima soluzione per riconquistare la fiducia in te stessa. Con calma, puoi spiegare all’altro quanto è doloroso sentirsi calunniato, magari proprio da chi faceva il simpatico.

Infine, diventa un modo efficace per osservare in diretta le conseguenze di chi parla alle spalle di altri. E per pensarci due volte prima