Non riesci a fare una scelta e rimani fermo ad aspettare?


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Non riesci a fare una scelta e rimani fermo ad aspettare?

Non sai quale direzione prendere? Il momento di stop è prezioso: usalo per guardarti in giro e... dentro di te! INIZI UNA COSA, POI NON TI INTERESSA PIÙ E LA MOLLI, PER POI MAGARI RIMPIANGERLA... L’INSICUREZZA È IL BLOCCO “PERFETTO”: VADO A DESTRA O A SINISTRA? AGISCO O STO FERMO? QUANDO FINISCI IN QUESTO LOOP SIGNIFICA CHE HAI PERSO IL CONTATTO COI TUOI VERI DESIDERI, E TI ADEGUI TROPPO A IDEALI CUI NON CREDI NEMMENO TU.

Prendiamo ad esempio un caso di una persona che si trova proprio in questa situazione: non sa cosa fare, non sa che direzione prendere!
Questa persona la chiameremo Giuseppe. Giuseppe ha l’anima tormentata: prima desidera una cosa, poi quando è sul punto di realizzarla, ecco i dubbi.

È “tutta colpa dell’insicurezza”, Giuseppe ne è sicuro e ne parla come di un tratto del proprio carattere. Infatti di fronte a una nuova scelta cosa fa? Temporeggia. Desidera cambiare lavoro, allo stesso tempo è come se non riuscisse a concederselo.

Lo fa, e vorrebbe tornare indietro. Si sente bloccato, prigioniero di due forze opposte e contrarie, da cui non si libera. Ma proviamo a chiederci: e se l’insicurezza non fosse “il suo carattere”, ma un evento provvidenziale che l’anima di Giuseppe gli manda con uno scopo ben preciso? Il senso di una frenata
Un antico proverbio dice: “ciò che è profondo ama mascherarsi”.

Così quello che ci accade spesso è il riflesso esterno del nostro mondo interiore, delle sue trasformazioni. Giuseppe fugge dalle responsabilità che una scelta comporterebbe, o dai suoi stessi desideri e dalle paure che spesso li accompagnano? I desideri, anche quando durano poco, sono immagini sempre mutevoli di qualcosa che cerchiamo dentro di noi.

Danno senso e profondità a una vita che altrimenti rischierebbe di inaridirsi. Ma non lo fanno in modo lineare e sempre chiaro. Il punto non è imporsi di scegliere tra stabilità e rischio, tra noia e avventura.

Ma è accorgersi che quella in atto dentro di noi è una lotta tra emozioni che hanno tutto il diritto di presentarsi. Desiderio e paura: solo accoglierli entrambi, senza sensi di colpa e senza autocritiche, aprirà a Giuseppe la via della realizzazione di sé.

La stabilità che cerca fuori di sé è solo lo specchio della profonda paura di navigare le acque incerte dei suoi stessi desideri. Che ancora non conosce, che scorge in modo confuso perché la sua vista finora è stata annebbiata da falsi bisogni, obiettivi e ideali che ha assorbito dalla mentalità comune.

Che in realtà non gli interessano. Per questo tutto lo delude e gli sembra privo di senso: perché non nasce da dentro, non rispecchia le sue vere aspirazioni. Solo il nucleo sa cosa vuoi
Dobbiamo pensare allora all’insicurezza come a un espediente che l’inconscio, usa per metterci di fronte a una domanda: «A cosa non voglio più rinunciare? Sto facendo quello che voglio per davvero? Che cosa non mi sto permettendo di essere o di agire, nella mia vita?».

I dubbi gli sono utili proprio perché gli permettono di sospendere le vecchie certezze, di scardinare un sistema mentale fatto di credenze e opinioni superficiali, ad esempio quella che ci voglia un lavoro “stabile”.

L’insicurezza svolge quindi un’importante funzione: è il modo che ha il mondo interiore per avvisare Giuseppe di quanto può essere privo di vita e passione un programma troppo lontano dal suo nucleo vitale.

Per lui è giunta l’ora di cambiare registro e di usare il momento di incertezza e di vuoto non per riempirlo, come fa sempre, di suggerimenti pescati a caso da fuori e dai tanti luoghi comuni, ma per far nascere qualcosa di veramente suo.