Chi vi credete di essere?


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Chi vi credete di essere?

Ah, il benedetto, sottovalutato interrogativo. Quello con il potere di farvi crollare in un secondo; di rendere commedia in pochi minuti i vostri più grandi obiettivi della vita; di non farvi raccontare a nessuno i vostri successi per mesi; di farvi diventare una persona che chiede scusa per qualsiasi cosa riesca a raggiungere, sminuendovi per tutta la vita.

Perchè quando qualcuno vi chiede, chi ti credi di essere, vi trovate in seria difficolta' con la risposta? Molto probabilmente avete paura di rispondere o non sapete bene cosa rispondere. Paura di suonare troppo presuntuosi.

Paura di essere “pieni di sè”. Paura che se vi azzardate a dire, a testa alta, chi esattamente vi credete di essere, vi deridano e vi etichettino come “sognatore”...

“Avevo paura di sentire, chi ti credi di essere? O, sei molto piena di te.

Ora, lavoro per sentirmi “piena”. Voglio essere così piena da straripare, così quando mi vedete arrivare, vi deve far sentire fieri”. Oprah Winfrey

Ecco il problema: noi cittadini del 21esimo secolo viviamo in contrasto fra desiderio di condividere con il mondo i migliori aspetti della nostra vita e quello di cui andiamo più fieri, mentre allo stesso tempo non vogliamo apparire speciali o migliori di chiunque altro..

Realtà: non siete migliori di nessun altro, e nessuno è meglio di voi. Tutti arriviamo su questo pianeta come essere umani e siamo quindi fondamentalmente uguali. Comunque, c’è un secondo appunto da fare: siete speciali.

È innegabile. Avete qualcosa che quel qualcun altro non potrà mai dare, così come quel qualcuno ha un dono che voi non avete. Sapere che siete speciali non vi rende presuntuosi, vi rendere coscienti. La buona notizia? Le persone vi chiedono chi vi credete di essere perché avete il coraggio di fare/dire/mettere in atto cose che sono percepite come più grandi di voi.

Questo può intimidire le persone, perché state eccedendo qualsivoglia limite che hanno posto per voi nella loro testa. Quindi, alle persone che fanno questo bellissimo complimento travestendolo da insulto, cosa dovete rispondere? Vi dico io chi vi credete di essere.

Qualcuno che non sopporta più l’adeguatezza Una volta accettavate l’adeguatezza svogliata dei vostri colleghi per mantenere un clima sereno. Finché facevate bene il lavoro, perché preoccuparsi di quello che facevano gli altri? Sono fatti loro, pensavate.

Ma ora sapete, come ha detto una volta Viola Davis, “Si migliora solo lavorando con gente che eccelle”. Se il vostro team non eccelle, non lo farete neanche voi, e non crescerete. Quindi non dovete più avere paura di essere in conflitto con quelli che scelgono semplicemente di adeguarsi.

Ovviamente vi chiederanno chi vi credete di essere perché è più facile abbassare la vostra qualita' invece che alzare l'asticella generale. Capite che è la cosa giusta da fare e continuate; se persistete in maniera impenitente verso l’eccellenza, le persone o spariranno o arriveranno.

Voi andate avanti in ogni cosa.
Qualcuno che alzi la voce per quello in cui credono Le persone vi chiedono quello che pensate quando avete il coraggio di dare voce alla vostra opinione. Come risultato di dire ad alta voce la vostra opinione, soprattutto se va contro la massa, andrete incontro ad un contraccolpo.

Non di meno, se parlate per ciò che è giusto, senza offendere qualcun altro gratuitamente, allora starete facendo ciò per cui siete stati incaricati. Ci sono così tante persone che tengono per sé la loro opinione, e giustamente dovrebbero, se queste opinioni offendono qualcuno basandosi su genere, razza, sessualità, religione, o qualsiasi altro fattore che non possono controllare.

Ma se date voce alle vostre convinzioni dettate da profonda passione per qualcosa che amate, o nei confronti di un’ingiustizia che odiate, allora siete sulla strada giusta. Ma fate attenzione, di conseguenza le persone chiederanno, sebbene a bassa voce, “chi vi credete di essere?” perché? Perché non hanno ancora trovato il coraggio in loro stessi di alzare la voce per quello in cui credono.

Più spesso che il contrario, sono, come li ha definiti Erin Elizabeth, “in questo mondo le persone staranno tranquille mentre sono circondate da dieci persone che si prendono lo schifo dei loro migliori amici”.

Prendete fiducia dal fatto che non siete uno di loro.
Qualcuno con grandi sogni L’ispirazione per questo articolo è arrivata dalla più grande sognatrice che conosco: Oprah Winfrey. In un’intervista con Brenè Brown, Oprah ha ammesso che uno dei peggiori messaggi che l’ha seguita durante l’intero corso della sua intera carriera è stato “chi ti credi di essere?”, non da parte sua, ma piuttosto da ciò che le veniva riflesso da altre persone.

Perché in quanto “piccola ragazza di colore dal Mississippi” ha superato ogni limite posto per lei dai suoi ex capi, colleghi, familiari e pubblico, guadagnando milioni di dollari l’anno con il suo The Oprah Winfrey Show.
In quanto persone con i sogni più grandi, ci chiederanno sempre chi ci crediamo di essere.

Perché? Perché siamo pericolosi. Perché non abbiamo paura di fallire. Perché mentre gli altri dubitano delle nostre capacità, noi non ascoltiamo mai la negatività degli altri. Semplicemente accettiamo i feedback laddove sono utili, e ignoriamo quelli che non lo sono e andiamo avanti.

Persistiamo. Siamo, con le parole di Les Brown, “Una razza fuori dal comune”. E per questo verremmo derisi. Ci prenderanno in giro. Ci diranno ancora e ancora che abbiamo davanti una vita di povertà e delusioni. Ci chiederanno ripetutamente: “Chi diavolo credi di essere?” E ora sapete che risposta dare.