Guardare il lato negativo aiuta a migliorare il nostro lato positivo

A volte è nei periodi più difficili che possiamo sviluppare il lato positivo del nostro carattere

by Lorenzo Ciotti
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Guardare il lato negativo aiuta a migliorare il nostro lato positivo
© Charles McQuillan / Stringer Getty Images News

Non è mai facile districarsi dal groviglio di sensazioni che ogni giorno, anzi, ogni ora, ci travolge e ci rinnova. La tranquillità delle nostre vite è messa continuamente in discussione da eventi che possono mettere sottosopra le nostre certezze.

Può arrivare il momento in cui dobbiamo confrontarci con noi stessi, capire chi siamo veramente. Sono una persona giusta, corretta, buona, positiva, altruista, egoista, scorretta, arrogante? Chi sono io? E se quello che dovessi scoprire non dovessi piacermi? E queste sensazioni si mescolano alla vita quotidiana, alla esuberante marmaglia di problemi e piccole routine.

Ma capire chi siamo o, almeno, iniziando ad indagare su chi siamo, può aiutarci a nuotare attraverso le onde di tempesta che si abbattono su di noi. Perché nei periodi difficili possiamo trovare quello che può migliorare la nostra positività.

Non si può sempre trovare il buono nei periodi bui ma questi possono aiutarci tantissimo a capire chi siamo e, di conseguenza, a migliorare il nostro lato positivo. Ma come fare? Se una situazione è negativa be, è negativa, c'è poco da dire!

Può essere un problema economico, sentimentale, di salute (e non li ho messi in ordine di importanza). La prima cosa da fare è analizzare il problema che stiamo affrontando. Posso risolverlo da solo? E se non ce la faccio, come dovrei comportarmi? Dovrei essere così orgoglioso da far finta che vada tutto bene? O mi conviene chiedere aiuto.

Questa è già una prima scelta da fare, ma in realtà, la risposta è semplice. Chiedere aiuto non è mai la risposta sbagliata. Io ho sempre e da sempre questa convinzione: siamo esseri umani, se non ci aiutiamo tra di noi nel momento del bisogno, non siamo umani.

E' questo il cuore delle cose, no? Accettarsi per la persona che si è va benissimo, ma, allo stesso tempo, è giusto allungare la mano e farcela stringere da chi vuole aiutarci, quando noi non riusciamo a risolvere il problema.

Si tratta di un ricambio mutuale o no? Adesso ti aiuto io, ti tendo la mano, ma poi, quando ho bisogno io, aiutami anche tu. Oppure qualcosa del tipo: ti aiuto e basta? A prescindere, va bene. E questo ci aiuta ad aprirci verso il prossimo.

Aprirci verso chi ci tende la mano nei nostri momenti negativi aumenta la nostra empatia e la nostra comunicatività. Che di riflesso si riflette (scusate il gioco di parole) nei momenti di benessere. Come dire: il lato negativo, se visto dalla giusta prospettiva, migliora il nostro lato positivo.