Procrastiniamo per avere un sollievo momentaneo



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Procrastiniamo per avere un sollievo momentaneo

La procrastinazione, contrariamente a quanto di solito si pensa, non è il problema, ma il sintomo di altre difficoltà. Procrastiniamo perché temiamo che qualcosa minacci il nostro valore e la nostra indipendenza; abbiamo paura di fallire e di essere imperfetti, di dover fare l’impossibile, di essere sopraffatti. Ci identifichiamo completamente con il nostro lavoro, diventiamo giudici spietati di noi stessi e ci rifugiamo nel perfezionismo.

Ogni piccolo errore è una tragedia perché ci ricorda la nostra imperfezione, provocandoci grande stress che riduciamo semplicemente procrastinando. Così facendo, otteniamo un sollievo temporaneo, per poi sentirci ancora peggio, più ansiosi, depressi, insicuri, con ancora più paura di fallire e maggior necessità di procrastinare come fuga momentanea.

Impariamo che procrastinare ha un suo senso e siamo pronti per ripartire in questo circolo vizioso finché non potremo sostituirlo con metodi più efficaci e funzionali per affrontare lavoro a valore personale.

Procrastinare può essere anche un modo indiretto per ribellarci a un’autorità (quando ci sentiamo vittime), oppure un modo per proteggerci dalla paura del successo (talvolta può spaventare quanto il fallimento, perché può ridurre tempo libero, amicizie, rapporti).