Pensare meglio è possibile grazie ai modelli mentali



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Pensare meglio è possibile grazie ai modelli mentali

Pensare può diventare un superpotere se impariamo a sfruttare dei modelli mentali, ovvero gli schemi di pensiero basati su concetti generali che aiutano a comprendere più velocemente una situazione, permettendo di prendere decisioni migliori sia a livello personale che professionale.

Questi modelli sono come delle scorciatoie verso un ragionamento più approfondito: una volta compreso l’andamento generale di un caso, possiamo saltare la riflessione “di base” e arrivare subito a quella di livello più alto. Il nostro istinto - o pensiero veloce - si basa soprattutto sulle reazioni già registrate dal nostro cervello, che le replicherà senza il bisogno di rifletterci su, a volte causando più danni che altro; al contrario, il pensiero logico, detto anche lento, si attiva nelle situazioni incerte con le quali non abbiamo ancora dimestichezza.

Il modo per migliorare il nostro istinto è acquisire più modelli mentali possibile, così da applicarli con rapidità.

Come fare per sbagliare di meno

Forse non ci fai caso, ma prendi decine di decisioni ogni giorno e scegliere quelle giuste può essere davvero difficile. Carl Jacobi, un matematico tedesco del XIX secolo, suggeriva di ragionare su un problema da prospettive opposte, in modo da scoprire nuove soluzioni e strategie.

Il contrario di essere “più nel giusto” è essere “meno in errore” e i modelli mentali sono gli strumenti che ti possono aiutare a farlo. Questi schemi concettuali provengono dalle discipline più diverse e assumono grande valore applicati nella vita di tutti i giorni.

Alcuni esempi? Pensiamo all’errore evitabile, che nel tennis equivale a un punto perso non a causa della bravura dell’avversario, ma perché il giocatore stesso ha commesso uno sbaglio: dobbiamo sempre cercare di non metterci in difficoltà con le nostre stesse mani; oppure pensiamo al concetto di anti-fragile, così definito dall’analista finanziario Nassim Nicholas Taleb: ciò che è “anti-fragile” non soltanto resiste agli urti, ma ne esce migliorato. Oltre a un portfolio finanziario anti-fragile, capace di trarre il meglio dagli urti del mercato, è utile avere un pensiero antifragile, ovvero essere in grado di imparare da ogni errore.

Per sbagliare di meno, devi mettere alla prova nel mondo reale le tue supposizioni attraverso un processo di eliminazione dei rischi. Esiste la possibilità che alcune supposizioni siano infondate, e che di conseguenza portino a conclusioni sbagliate.

Prendiamo come esempio una startup basata sui presupposti più comuni:

• il mio team può creare il prodotto;

• le persone vorranno il nostro prodotto;

• il nostro prodotto genererà profitto;

• saremo in grado di battere la concorrenza;

• il mercato è grande abbastanza da considerare un’opportunità di business a lungo termine.

È opportuno verificare tutte queste affermazioni prima di investire in un progetto che potrebbe non ottenere il successo sperato. Nelle scienze informatiche questo errore è chiamato “ottimizzazione prematura” e prevede il perfezionamento di codici e algoritmi con troppo anticipo.

Un altro modo per testare le tue supposizioni è realizzare un MVP, minimum valuable product (prodotto a valore minimo), ovvero il tuo prodotto ridotto al minimo delle sue caratteristiche, ma funzionante, che viene provato dal pubblico.

L’MVP ti costringe a valutare velocemente i tuoi presupposti, che potrebbero essere troppi e troppo complicati. In questo caso, potrai utilizzare il modello del “rasoio di Occam”: taglia via tutto ciò che non è assolutamente necessario!