SPEGNI TUTTI I RIMPROVERI E GLI ORDINI CHE SEI SOLITO RIVOLGERTI


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SPEGNI TUTTI I RIMPROVERI E GLI ORDINI CHE SEI SOLITO RIVOLGERTI

Ciò che vediamo del mondo e di noi stessi non è assoluto, ma sempre parziale: dipende soprattutto da dove focalizziamo la nostra attenzione e da ciò che siamo abituati a vedere. Spesso siamo capaci di notare solo le cose che in qualche modo abbiamo già conosciuto, dimenticandoci di tutte quelle parti che invece ci sono sconosciute o poco familiari. Laura, una giovane di 25 anni, stava vivendo la sua esistenza proprio in questo modo, con un’idea chiara e precisa di sé, che le derivava soprattutto dal rapporto difficile e conflittuale con i genitori molto severi: «Chi è Laura? È quella che sbotta, che non si controlla, che urla, che si arrabbia diventando una furia!». Così si descrive alla terapeuta: «Laura è quella strana, Laura è un po’ fuori di testa, non ci si può dare di Laura, non vale niente, è selvatica e non è capace di combinare nulla.  Me l’hanno ripetuto da sempre e io ho nito per crederci».

Cosa non sa di sé
Racconta di vivere in un’ansia continua: cerca di migliorare il proprio carattere “troppo impetuoso” ma senza successo, è sempre sospettosa e non sa concedere niente agli altri per paura di essere prevaricata. E non inizia nemmeno attività in cui potrebbe eccellere, sentendosi incapace. Ma cosa davvero la sta bloccando nella vita? È proprio il cattivo carattere il colpevole, come pensa lei, o c’è altro?

Dopo L'ennesima crisi di rabbia, va in terapia scoraggiata e sofferente, continuando a ripetere che non vale niente, che è sempre la solita. Durante la seduta però racconta anche un suo rituale della mattina: appena sveglia fa un programma dettagliato delle cose da fare e alla sera si dà il voto! Proprio così, come a scuola. E il voto è sempre negativo. Davvero strano: altro che impetuosa e furibonda, Laura in realtà è sommersa dall’autocontrollo e dai giudizi che dà di se stessa!

Il senso della rabbia
L’imput in terapia è quello di smettere, per qualche giorno, di programmare tutto e vedere che cosa accade. Laura ci prova e nella seduta successiva racconta che, senza lo schema delle cose da fare, riesce a fare molte più cose di prima e a vedere una Laura diversa, capace, che a fine giornata è soddisfatta e meno nervosa. Anche gli scatti di rabbia diminuiscono man mano che si concede di vivere con più spontaneità. E finalmente emerge la contraddizione: «Ogni tanto sbotto, ma non sempre: non è vero che sono pazza, sono fatta a modo mio, nel bene e nel male. Sono tante cose… E so anche stare calma, aspettare e risolvere le cose». Laura insomma si rende conto di essere molto più di ciò che vedeva di sé e riconosce che solo la rabbia, che tanto aveva odiato, poteva rompere la gabbia dell’ipercontrollo.

Quando cambia lo sguardo su di te e diventa meno giudicante, allora ti metti in asse con il mondo interiore

Il tuo destino sgorga da una zona profonda di te, che non conosce le identità di superfi cie. Quindi il tuo lavoro in cosa consiste? Nel guardare cosa capita, senza alcun commento, senza importi una meta da raggiungere