Guardare con gli occhi degli altri e far crescere l’empatia



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Guardare con gli occhi degli altri e far crescere l’empatia

Viviamo la vita guardando alla realtà dalla nostra prospettiva, ovvero basandoci sul nostro sistema di riferimento. Se cerchi di essere il più oggettivo possibile prima di prendere una decisione, devi tenerlo ben presente.

Una delle trappole di questo modo di pensare è la “definizione”: presentando un problema importante a un collega o a un parente, probabilmente proverai a definirlo in modo da rendere più comprensibile la tua posizione. In questo modo, però, impedirai a chi ti ascolta di darti la sua interpretazione del problema. Certo, se il tuo scopo è indirizzarlo a darti ragione, avrai facilmente successo, soprattutto se saprai usare le parole giuste e porre l’accento sui punti che ti stanno più a cuore.

Lo schema di pensiero che racchiude questo tipo di giochi mentali è definito distorsione della disponibilità: esporre la situazione in un determinato modo, escludere alcune informazioni a favore di altre e curare l’ordine in cui le notizie vengono riportate sono soltanto alcuni dei metodi utilizzati nella comunicazione - soprattutto quella online.

Questo modello prende il nome di “bolla filtro”: Google e Facebook hanno miliardi di possibili risultati per le tue ricerche, ma filtreranno quelli che secondo loro non ti interessano, rinchiudendoti in una bolla.

Mettendo insieme filtri bolla simili, si ottiene una “camera d’eco”, dove le stesse idee rimbalzano tra varie persone limitate da bolle simili, che non si accorgono dei loro limiti e anzi sono portate a credere che una gran parte della popolazione la pensi come loro.

La maggior parte dei problemi più complessi richiede l’analisi delle persone che vi sono coinvolte: è facilissimo sbagliarsi riguardo alle

motivazioni altrui se si dà per scontato che tutti seguano i nostri stessi principi. Per capire davvero le persone, occorre accrescere la propria empatia, ed è possibile farlo con alcuni modelli mentali.

Ad esempio, in un qualunque conflitto tra due persone, ci sono sempre due versioni della storia. In più, c’è una terza storia, quella che racconterebbe un osservatore imparziale e che chiunque, impegnato in una discussione, dovrebbe cercare di delineare. Ma come? Immagina di poter rivedere la registrazione di tutta la scena e, dall’esterno, cerca di capire perché il tuo rivale ha detto e sostenuto certe cose. Comprendere diversi punti di vista, con i quali potresti anche essere in disaccordo è un ottimo esempio di empatia.

Un altro modo per capire le azioni degli altri è allenare il tuo “velo d’ignoranza”: quando guardi a una certa situazione, prova a ignorare il tuo ruolo nel mondo. Ad esempio, quando discuti delle politiche pubbliche a proposito degli immigrati, non considerare te stesso come un cittadino libero, ma tieni a mente che saresti potuto nascere in un posto e in una situazione ben diversi.