Soldati e resistenza: l’atleta Rob Killian


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Soldati e resistenza: l’atleta Rob Killian

Quando Green Beret Rob Killian è arrivato al test di sopravvivenza di combattimento in acqua, quello prima dell’ultimo evento nel 2016 della Best Ranger Competition, avrebbe dovuto essere fisicamente esausto.

Nelle precedenti 56 ore, ha messo circa 95km sotto i piedi, dormendo poche ore sparse, se non nessuna. Alimentato solo dalla sua determinazione di vincere la BRC, probabilmente l’evento atletico più prestigioso dell’esercito, e lui ha continuato ad andare avanti.

Il test di sopravvivenza di combattimento in acqua è uno dei più duri dell’intera competizione e sicuramente il più faticoso. I concorrenti devono arrampicarsi su una scala di 10 metri sopra un laghetto, attraversare un ponte largo un piede e lungo 12 metri con due gradini nel mezzo, poi scivolare lungo una fune in diagonale prima di cadere in acqua.

Poi nuotano a riva, corrono in cima a una torre alta diversi piani e poi hanno una zip line per tornare giù, con la sola forza delle loro braccia a sostenerli.

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La maggior parte dei concorrenti, quando arriva in cima alla scala, si ferma, prende un respiro profondo, poi camminano con attenzione e lentamente attraversano il ponte.

Ma Killian non è la maggior parte dei concorrenti. Lui e il suo compagno di squadra sono arrivati alla fase del test di combattimento in acqua al secondo posto, e l’unico modo per arrivare primi era avere un tempo velocissimo all’evento (la competizione comprende molti eventi, ognuno con un punteggio individuale per creare un totale cumulativo).

Killian avrebbe preferito saltare dal ponte all’inseguimento della vittoria piuttosto che giocare di comodo e finire secondo per il terzo anno di fila. Questo perchè, quando scendeva dalla scala, camminava rapidamente, poi correva moderatamente, e poi correva veloce gli ultimi passi prima di saltare sulla fune.

“Vieni preso dal momento”, afferma Killian, vincitore mondiale della Spartan nel 2015. “La chiamo corsa del cervello. Non si ha molta paura. Si agisce in base a pura adrenalina. Ci si guarda indietro e si pensa, wow, davvero l’ho fatto?” Sua moglie, Maxine, dice che per suo marito, il peggior risultato sarebbe quello di finire secondo e svegliarsi nel pieno della notte con fastidiosi secondi pensieri in testa.

“Il potenziale risultato di lui che ha successo e che possibilmente vince l’evento, ha la meglio sul pensiero di, ok, probabilmente mi farò seriamente male,” dice.
Gli atleti che hanno gareggiato con e contro Killian si meravigliano della sua velocità, forza, resistenza e atleticità.

Lo chiamano una “bestia”, e una “gazzella” e “superuomo”. Tutte queste etichette mancano l’obiettivo, molto leggermente, su ciò che lo rende un atleta di livello mondiale, capace di imprese come la BRS.

Il tratto alla base di tutto, la caratteristica che gli rende possibile di allenarsi per ottenere quella velocità, forza, resistenza e atleticismo, sta nella sua determinazione.

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Killian, 37 anni, un solista con un set di caratteristiche unico: è un corridore a ostacoli professionista, e le sue vittore formano parte dei suoi introiti.

Ha sponsor che lo pagano per indossare le loro merci. Allena atleti. È apparso in reality show. E serve nella California Army National Guard.

“Bisogna aggiungere quella prossima tacca perchè anche la competizione diventa più dura e migliore”.

La sfida per Killian è trovare il giusto equilibrio tra tutte queste cose. Gli sponsor pagano il grosso delle sue entrate, ma la sua prestazione nelle corse è più importante. Migliore è la sua prestazione, più in alto sale il suo profilo, più attira sponsor e clienti da allenare.

L’ironia di una performance importante, è che significa che deve passare più tempo in compiti che non hanno a che fare con l’allenamento. Un giorno in agosto ha passato sei ore pianificando i viaggi per eventi tra Svezia e Grecia.

Avrebbe preferito passare tempo correndo, nuotando o andando in bici. Anche gli infortuni sono un problema. Deve fare attenzione a non sovraccaricare e a prendersi delle pause altrimenti si fa male. Pare sapere quando prendersi una pausa per un infortunio come chiave tra determinazione ed ossessione, e interessa sia gli affari che la vita personale.

La sua carriera da atleta è iniziata in maniera modesta: quando era alle scuole medie in Carolina del Sud, un allenatore gli disse che non era veloce abbastanza. Usando quell’offesa come motivazione, ha iniziato a gareggiare nella corsa campestre alle scuole superiori e al college per poi diventare triatleta a metà dei 2000.

Si è allenato per la sua prima competizione IRONMAN mentre era in congedo dall’Iraq nel 2007 e nel 2008. Lavorava come addetto alle comunicazioni di giorno e correva di notte. Nel 2010, ha gareggiato nella coppa del mondo Ironman alle Hawaii, è stato il migliore fra i membri dell’esercito lo stesso anno, è stato nominato atleta dell’anno dell’esercito americano.

Nel 2015, ha vinto il mondiale della Spartan, uno dei riconoscimenti più prestigiosi nelle corse a ostacoli.

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Killian si rasa la testa e ha un’espressione molto concentrata mentre gareggia.

Quando sorride, fossette attraversano le guance. È agile e rilassato. Ma la sua struttura magra nasconde le sue potenti braccia, gambe e busto, e il suo contegno calmo nasconde un animo fortemente competitivo. Lui e quelli che lo conoscono attribuiscono la sua smisurata determinazione a tre fattori primari: Il suo desiderio di provare che chi dubitava di lui avesse torto, il suo amore per stabilire obiettivi audaci e raggiungerli, e il suo desiderio di rendere la sua famiglia e i suoi figli orgogliosi di lui.

Tutti possono essere determinati quando sono a pochi secondi dal traguardo della Best Ranger Competition o della coppa del mondo Spartan. È molto più difficile essere determinati quando ci si allena per questi eventi.

La preparazione di Killian per le corse a ostacoli è un mix intenso di corsa, bici e pesi. Anche quello che lui chiama defaticamento alla fine di ogni allenamento è pesante: porta una sacca di sabbia di 100 kg su e giù per una ripida salita nelle montagne vicino a casa sua in Colorado.

“Non credo che si possa allenare qualcuno ad avere tanta determinazione,” dice l’ufficiale maggiore dell’esercito John Burns, che ha allenato Killian ed altri soldati per la BRC. “Ha la capacità di prendere quella determinazione e concentrarsi al massimo.

Ammiro questa capacità”. Killian cerca costantemente di migliorarsi, stabilisce tempi più veloci, completa più ripetizioni, etc. “Mi chiedo sempre, qual è la prossima cosa più dura che posso fare?” afferma.

“Bisogna sempre fare di più, perchè anche la competizione diventerà più dura”. Con il successo di Killian alla Best Ranger e alle corse Spartan, ha ottenuto un po’ di fama tra gli appassionati di questi sport.

Ha creato profili social per aumentare il suo pubblico, e sta pensando di scrivere un libro. Usa la sua crescente influenza per indirizzare l’attenzione su tematiche a lui care, come il suicidio fra veterani. Diversi uomini gli hanno detto di essersi uniti alla Guarda Nazionale per lui.

“È molto gratificante sentire storie come queste,” dice.

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E c’è una fonte alla base del suo impegno. Vuole provare a se stesso di essere degno del supporto dei suoi fan, e dare loro qualcosa di nuovo per cui fare il tifo.

Mentre le cose che deve completare gareggiando in corse a ostacoli hanno poco in comune con un imprenditore solitario che lavora in campi più convenzionali, le ragioni per cui eccelle sono le stesse per chiunque altro.

Si prepara. Pensa attentamente ai suoi compiti, prima, durante e dopo averli iniziati. Prova ad imparare dai suoi errori. Risplende quando parte da sfavorito, anche se quei giorni sono quasi completamente passati, se non del tutto.

Quando ha iniziato la coppa del mondo Spartan nel 2015, era solo la sua quarta corsa a ostacoli. “Nessuno sapeva nemmeno chi fosse,” dice Maxine”. Chi cavolo è Robby Killian?” E poi, quasi alla fine dell’evento, era primo in classifica alla partenza della corsa.

“La corsa mentale” è iniziata mentre correva più veloce che poteva giù per la collina, schivando pietre e radici durante il percorso. Più tardi, qualcuno gli ha detto che saliva fumo mentre correva, e non è facile credere che quella persona intendesse letteralmente il concetto di “fumo”.

L’ultimo ostacolo dell’evento è chiamato double rig. È praticamente un lungo set di barre, alla fine della quale c’è una campana che chi gareggia deve suonare. Dopo che è stata suonata la campana, la distanza per la linea del traguardo è minima, 50 metri più o meno.

Lui è arrivato alla campana senza essere sicuro delle regole. Le aveva lette prima, ma non erano chiare. Poteva saltare alcune barre? O doveva toccarle tutte? Ne aveva saltata una, e per stare al sicuro è tornato indietro a toccarla.

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Quando è arrivato alla campana le sue braccia erano esauste. Non aveva neanche la forza di sollevarsi per colpire la campana.

La sua unica opzione era quella di sollevare le gambe e calciarla. Il pericolo era quella di mancarla e cadere. La penalità che ne sarebbe risultata avrebbbe fatto passare avanti chi era a secondo posto. “Avevo una possibilità,” ha detto.

Mancò la campana. Si è dondolato indietro per prendere slancio, tirato su i fianchi, calciato la gamba più in alto che poteva e CLANG! Arrivando a terra, ha alzato le mani in segno di vittoria, una rara dimostrazione di emozione.

Ha attraversato il traguardo pochi secondi dopo, e Maxine gli ha messo il figlio piccolo fra le sue braccia, creando un indimenticabile ricordo di famiglia per tutti loro. Da quella vittoria, Killian e' finito al terzo posto nell’evento di coppa del mondo per tre volte consecutive.

Questo è buono, ovviamente, ma buono non è il motivo per cui compete. Compete per vincere. Arrivare a un’altra vittoria è in cima alle sue cose da fare. “Sono sicura che una volta che vincerà, avrà un altro obiettivo il giorno dopo,” dice Maxine.

“Penso che abbia sempre bisogno di puntare a qualcosa di sempre più grande. È fatto così”. Tornando alla Best Ranger Competition del 2016: dopo una performance dominante nel test di sopravvivenza di combattimento in acqua, Killian e il suo compagno di squadra, Erich Freidlein, un sergente della Guardia Nazionale dell'Esercito della Pennsylvania, arrivano all'evento finale, un Buddy Run, al comando.

Tutto quello che dovevano fare era finire davanti alla squadra che era al secondo posto e avrebbero vinto. La corsa seguiva una strada a Fort Benning, in Georgia, sede della base dell'esercito che ospita la BRC. Maxine corse sull'erba lungo la strada, urlando grida di incoraggiamento.

Killian posò una mano sulla schiena di Freidlein, spingendolo in avanti. Hanno ottenuto un vantaggio tale che avrebbero potuto raggiungere il traguardo, e verso la fine, probabilmente avrebbero potuto camminare. Ma Killian rifiutò di lasciarsi andare.

Ogni volta che Freidlein si voltava indietro per vedere dove fosse il team del secondo posto, Killian urlava “Non guardare indietro! Ci sono alle calcagna!” Anche se non era nemmeno lontanamente vero.

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La più grande vittoria della sua carriera, prima, ora, e probabilmente per sempre, era a pochi minuti, e Killian non voleva assolutamente desistere.

Non potevano rallentare, non avrebbero rallentato. Sarebbero presto diventati i primi (e per ora gli unici) membri della Guardia Nazionale a vincere la BRC nei 36 anni di storia dell’evento, e ha insistito affinchè tenessero gli occhi avanti.

Potrebbe essere la più grande lezione di determinazione: mai guardare indietro.