Padroneggiate l’arte del stabilire obiettivi in 4 passi



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Padroneggiate l’arte del stabilire obiettivi in 4 passi

All'inizio del 2009, Ben Landers stava fissando obiettivi per Blue Corona, la sua società di marketing digitale a Gaithersburg, Md. La startup aveva guadagnato $ 112.000 in entrate nel suo primo anno ma continuava a perdere. Lander voleva spingere Blue Corona verso un rendimento stabile, raggiungendo $ 1 milione di vendite annuali in tre anni.

Condivise i suoi obiettivi con il suo mentore, Bob Perini, fondatore della società di consegna dell'acqua DrinkMore Water, che si trova nella stessa città. "È del tutto ragionevole", lo prese in giro Perini. "Ed è anche completamente privo di ispirazione." Perini suggerì un obiettivo alternativo per Blue Corona: guadagnare una posizione nel prestigioso ranking delle 500 società private a più rapida crescita negli Stati Uniti.

“Una volta eliminata la paura di fallire, si possono raggiungere cose fantastiche.”

Era così, pensò Landers, “completamente ridicolo. Avremmo dovuto avere un tasso di crescita di oltre il 1000% nei successivi tre anni per riuscire ad entrare nella lista.” Ma Landers accettò la sfida, con la garanzia di Perini che “anche se dovessi miseramente fallire, imparerai molto di più ed insegnerai molto di più ai tuoi impiegati che se rimanessi aggrappato ai tuoi obiettivi minimi.”

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E poi accadde qualcosa di divertente. “Una volta eliminata la paura di fallire, si possono raggiungere cose fantastiche.” Afferma Landers. “Una parte di me sentiva che saremmo caduti di faccia e ci saremo fatti un gran male. Ma un’altra parte di me, la più grande ed entusiasta, credeva che ce l’avremmo fatta. E quella convinzione era come una leva che guidava a fare le cose in maniera diversa.”

Il risultato? Blue Corona è andata oltre il suo audace obiettivo.

Oggi Landers dice che pensa agli obiettivi non come a mere tacche o punti di arrivo, ma come a una forza propellente. “Un obiettivo ha la capacità di sostenere la missione quando il percorso diventa incredibilmente difficile.”

Mark Murphy, un consulente di leadership è d’accordo.”Se il vostro obiettivo è forte a sufficienza, la realizzazione non sarà un grande problema. In quasi tutti i casi in cui si raggiunge qualcosa di importante, è l’obiettivo che guida motivazione e disciplina, non il contrario.”

Il compito di stabilire un obiettivo tanto importante quanto realizzarlo, afferma Gabriele Oetttingen, uno psicologo alla New York University. “Se vogliamo raggiungere obiettivi, dobbiamo stabilirli in modo tale da massimizzare il loro conseguimento. Ecco qui come.

Andate oltre i sogni

Per prima cosa parliamo di cosa non è un obiettivo. Non è una fantasia o un sogno ad occhi aperti, entrambi raramente passano all’azione concreta; sono semplicemente pensieri che eventualmente vengono scartati. E Oettingen, negli ultimi vent’anni ha condotto studi sul perchè grandi desideri si dissolvono, arrivando a questa conclusione: “I sogni ad occhi aperti e le fantasie, possono essere piacevoli sul momento, e possono portarci a fare semplici compiti, ma ci distolgono dai compiti più difficili.”

Per esempio, più gli studenti delle università fantasticano su una carriera di successo, meno applicazioni mandano e meno offerte di lavoro riceveranno

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Donne sovrappeso che si immaginano magre velocemente, dopo una dieta perdono molti meno kilogrammi di quelle che mettono in preventivo la lotta con la tentazione.

Ma i sogni possono giocare un ruolo vitale nell’aiutarci a dare forma ai nostri obiettivi se li affianchiamo ad una presa di coscienza degli ostacoli. Oettingen ha sviluppato un metodo di quattro passi che vi aiuta a impegnarvi completamente in obiettivi ragionevoli e a lasciare andare quelli che non lo sono.

Desiderio

Trovate un momento e uno spazio dove potete concentravi per 15-20 minuti senza interruzioni. Identificate un desiderio nella vostra vita personale o professionale che pensate sia difficile ma possibile.

Risultato

Continuate a tenere il desiderio nella testa e immaginate le cose migliori del farlo divenire realtà. Come sembra il risultato e come vi fa sentire? Lasciate che la mente lo senta nella maniera più vivida possibile.

Ostacoli

Cosa potrebbe impedirvi di raggiungere l’obiettivo? Non pensate solo ad ostacoli esterni come il denaro. Scavate in profondità per scoprire barriere interne, che si tratti di un comportamento (rimanere in ombra durante eventi sociali), uno stato d’animo (ansia) o un pensiero auto distruttivo (sono sempre la persona meno interessante della stanza).

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Pianificare

Nominate un’azione che potete fare per superare l’ostacolo. Un approccio se-allora può aiutare. Se sono sempre troppo stressato dalle scadenze per presenziare agli eventi sociali, allora ne scelgo due all’inizio del mese e li pianifico come se fossero meeting con clienti e non possono essere cancellati. Se mi sento ansioso, troverò una persona che sta da sola e mi presento.

Per farlo, prima disegnatelo!

“La speranza è quella cosa con le piume che si appollaia nell’anima.” Scrisse la poeteessa Emily Dickinson. Un obiettivo ben stabilito è qualcosa di molto più solido, il falco sulla spalla che vi becca, spingendovi all’azione. Questi sono quelli che Murphy definisce come obiettivi difficili, come descritto qui di seguito.

Sincerità

Vi sentite profondamente attaccati agli obiettivi.

Vitalità

Gli obiettivi sono vividi per voi.

Bisogno

Siete così convinti dell’assoluta necessità dei futuri risultati dei vostri obiettivi che siete in grado di superare la procrastinazione.

Difficoltà

L’obiettivo vi mette in una posizione tale da spingervi ad andare oltre la vostra zona di comfort verso una prestazione straordinaria.

Ai workshop sullo stabilire obiettivi che conduce, Murphy dirige i partecipanti a ritrarsi raggiungendo i loro obiettivi. Se pianificate di aprire la vostra pasticceria, potreste immaginarvi in mezzo a un negozio vuoto, sistemando un forno, preparando della pasta, e poi nuovamente di fronte a quell’edificio, questa volta con due persone, che rappresentano i vostri soci, con un’insegna che dice “Main Street Bakery”. Se il vostro obiettivo è raggiungere un miglior equilibrio vita-lavoro, i vostri schizzi potrebbero mostravi lasciare l’ufficio alle 18, giocando con vostro figlio e cenando in un ristorante con vostra moglie.

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L’idea non è quella di mettervi in contatto con il vostro Van Gogh interiore, gli strumenti preferiti di Murphy sono una matita e un pad, ma questo per dare animare i vostri obiettivi. Poi Murphy fa condividere i disegni ai partecipanti chiedendo loro di descrivere cosa vedono. “Se quella persona non ha una chiara visione di qual è il vostro obiettivo, ci possibilità che sia così anche per voi”. Quindi si ritorna letteralmente a disegnare.

Ora date un’altra occhiata al disegno. Avreste potuto trasformarla in una foto della vostra vita attuale per come rappresentazione dei vostri obiettivi? Se è così, allora il vostro obiettivo non è sufficientemente ambizioso. Un obiettivo è deciso e porta a trasformazione “vi costringe a imparare qualcosa di nuovo e fare cambi fondamentali nel modo in cui operate. Non è una traiettoria del cammino che state già percorrendo.”

“Per fare grandi cose, dovete stabilire grandi obiettivi che vi emozionano”

Landers è d’accordo. “Non raggiungete il vostro massimo potenziale come persona o come azienda stabilendo piccoli obiettivi di incremento.”

Dalla visione generale ai compiti quotidiani

OK, vi siete concentrati su un obiettivo importante, l’avete visualizzato nel dettaglio e identificato e avete anche visto le strategie per superare i possibili ostacoli. Ora è tempo di dividere l’obiettivo in piccoli passi misurabili. Ciò che Casey Mulqueen, direttore di ricerca e sviluppatore del prodotto per una compagnia del gruppo TRACOM, chiama “processare gli obiettivi”, l’intenzione necessaria per il completamento del risultato dell’obiettivo. Diciamo, per esempio, che un imprenditore ha come obiettivo la firma di 15 nuovi clienti entro la fine dell’anno. I suoi obiettivi durante il processo possono essere quelli di raggiungere cinque nuovi potenziali clienti e organizzare due pranzi ogni settimana per i prossimi sei mesi.

“Quando si stabilisce un obiettivo processuale, si inizia a costruire una nuova abitudine nel sistema automatico del cervello. Questo significa che anche quando si affronta stress, fatica o distrazione, il cervello rimane concentrato sull’obiettivo e cerca in maniera attiva modi per proseguire con quel comportamento.”

Muprhy aggiunge che una specifica attività quotidiana va fatta. Suggerisce un’attività che chiama “dividere a metà”. Se il vostro obiettivo è correre una maratona tra un anno, dividete il tempo a metà e chiedetevi cosa dovete raggiungere allo scadere dei sei mesi. Ora dividete i sei mesi a metà. Cosa dovete fare in quei tre mesi per essere al passo con l’obiettivo dei sei mesi? Continuate a dividere le tempistiche a metà finchè non arrivate a ciò di cui avete bisogno oggi per essere in pari con il vostro obiettivo di una settimana. La risposta può essere una corsa di 2km, un obiettivo che è meno intimidatorio rispetto a correre una maratona di 45 km.

Minimizzare gli obiettivi per massimizzare il risultato

Se stabilire obiettivi è sano, stabilire più obiettivi non è meglio, quindi cancellate quella lunga lista di propositi.

“La cosa peggiore che possa accadere è una lista di obiettivi,” afferma Ian Miller, partner nella strategia di crescita della ditta Miller & Gruaz di Chigaco. “Quando lavoro per piccole compagnie, inevitabilmente hanno una lista di mezza dozzina di obiettivi.” Almeno uno di questi è ciò che Miller chiama “il ladro di ossigeno”, un progetto di cui si parla continuamente agli incontri e che risucchia le risorse della compagnia ma che non vale realmente la pena portare a termine.

Per liberarsi del ladro di ossigeno, identificate dai tre ai cinque obiettivi per la vostra compagnia. “Meno di così avete a che fare con tattiche, non con strategie. Più di cinque anni, e nessuno saprà cosa sta realmente cosa succederà.”

Cita una fonderia di Chicago come esempio. L’azienda familiare, che aveva obiettivi di crescita ambiziosi, era uno dei maggiori fornitori di ottone per gli alberghi della città, scuole e grandi ditte. La compagnia aveva una fonderia anche a Milwaukee che lavorava una manifattura giapponese di toilette. “80% dei loro affari era generato dal 20% dei loro prodotti, e nessuno veniva dalla fonderia di Milwaukee.”

Stabilire un obiettivo di cinque anni ha rivelato la necessità di liberarsi dell’operazione Milwaukee. “Se volevano raggiungere i loro obiettivi di crescita, doveva riconoscere che erano nell’ambito dell’ottone non della porcellana.” La compagnia ha venduto la fonderia di Milwaukee a una ditta svedese per una buona somma, snellendo la sua linea di prodotti e ora sta funzionando.

“Dico ai miei clienti di sognare in grande, ma con uno scopo,” afferma Miller.