Aristotele ti insegna come essere felice


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Aristotele ti insegna come essere felice

Tra le infinite ricette per essere felici, la più efficace pare sia del filosofo greco Aristotele.

Lo sostiene Edith Hall nel suo ultimo saggio, Il metodo Aristotele  «Per il pensatore, la felicità non è un susseguirsi di esperienze piacevoli e neppure una condizione di ricchezza o status», chiarisce la studiosa. «È invece uno stato mentale che si ottiene comportandosi bene, facendo “la cosa giusta” in ogni momento». Se, quindi, essere soddisfatti dipende da noi, allora tutti possiamo esserlo.

Vediamo come.

Cerchiamo di diventare la miglior versione possibile di noi stessi: definiamo il nostro potenziale (cioè quello che ci piace fare e in cui  siamo bravi, in base alle nostre caratteristiche) e costruiamo un progetto che ci porti a realizzarlo.

Siamo autonomi, ma non isoliamoci: la costruzione della felicità non può essere compiuta da soli. Coltiviamo affetti, amicizie, relazioni sociali e impegniamoci con gli altri in attività reciprocamente benefiche.

Usiamo il ragionamento per coltivare la giustizia, il coraggio, la temperanza: ossia, siamo onesti e corretti, adempiamo alle nostre responsabilità, affrontiamo le cose che ci spaventano, pratichiamo l’autocontrollo. All’inizio può essere faticoso ma, poi, diventa un’abitudine inconsapevole.

Perseguiamo la giusta via di mezzo sia nelle  virtù, sia negli impulsi emotivi. Tutto è legittimo se è nella misura opportuna, mentre può danneggiarci se è in eccesso o in difetto.

Amiamo noi stessi e valorizziamo il piacere fisico come guida alla felicità (senza confonderlo con la felicità stessa): per il filosofo greco, la Natura ha reso piacevoli le cose di cui abbiamo bisogno per prosperare, cosicché sceglierle è più facile.

Non sprechiamo il tempo libero, che sostiene gli aspetti che ci rendono umani: ossia, l’anima, la mente, i rapporti personali. Insomma, ciò chefacciamo al di fuori del lavoro è il modo in cui continuamente creiamo noi stessi.