Vuoi vivere al meglio? Cambia gli schemi


by   |  LETTURE 148
Vuoi vivere al meglio? Cambia gli schemi

CHIAREZZA INNANZI TUTTO

La mente aperta aiuta la condizione di cuore felice, ma entrambe hanno bisogno di essere definite con chiarezza, in particolare la prima che, se fraintesa, potrebbe generare un risultato opposto.

Partiamo dalle qualità di base della nostra mente, di sua natura attiva, agile, reattiva, rapida come un fulmine (vajra) e soprattutto conscia. Di fronte a un evento, la naturale “intelligenza” del pensiero dovrebbe valutare apertamente, senza pregiudizi o schemi, ed elaborare lucidamente la situazione per relativizzare, contestualizzare, prendere eventuali decisioni. Questa attività, per la quale la nostra mente è istintivamente programmata, permette di evitare la gran parte di somatizzazioni a cui giornalmente siamo soggetti.

Il processo di somatizzazione, che nel concreto porta il corpo a contrarsi, difendersi, bloccare il naturale svolgersi dei ritmi vitali (molto evidente a livello del respiro), avviene quando la mente non trova riscontro nel vissuto o nel “sognato”, di conseguenza il corpo impatta una situazione di disagio e si difende. Dov’è l’errore?

Certamente non nel pregresso, dal momento che gli eventi della vita avvengono senza, o con una limitata, possibilità di intervento da parte nostra.

L’errore è nell’aspettativa. Quando si entra in contatto con la realtà emerge la NON corrispondenza tra l’aspettativa e il reale, con conseguente disarmonia.

SCHEMI MENTALI

Gli schemi mentali, di cui è piena la nostra mente, impediscono di guardare la realtà nella sua concretezza, incanalano i pensieri lungo percorsi predefiniti, senza lasciarci alcuna possibilità di una valutazione oggettiva. La mente è addirittura in grado di alterare gli eventi così rapidamente che la nostra osservazione avviene basandosi su una realtà già distorta da condizionamenti preesistenti.

In queste condizioni, è difficile valutare gli accadimenti per quello che realmente sono; pur concentrandoci, avremo un quadro alterato che segue i dettami precedentemente impostati. La valutazione degli eventi nella nostra mente è preceduta dalla strutturazione degli schemi per cui è necessario comprendere quando e come si sono creati.

Le tecniche di meditazione hanno l’obiettivo di anticipare gli errori, operando proprio sugli schemi. L’eliminazione completa di queste sovrastrutture è un traguardo difficile, richiede tempo, pazienza e soprattutto una particolare capacità di comprensione dei meccanismi profondi.

Nei modelli meditativi, tipo il Kundalini Yoga, si punta a formare schemi di pensiero superiori, che gestiscono quanto accade prima della formulazione della parola, dunque del pensiero. Anche queste tecniche sono complesse e riservate solo a chi vi si dedica intensamente.

UNA MENTE APERTA E LIBERA

Lo yogin è presente nella produzione dei pensieri e delle reazioni, raccogliendo l’eccellente risultato di non essere vittima degli eventi, ma di poterli gestire.

Dal momento che questa capacità non è alla portata di tutti, può essere interessante fermarsi a ripercorrere i pensieri della giornata, comprese le reazioni emotive e comportamentali che ne sono derivate.

In particolare, analizzando le situazioni che hanno creato dei disagi, potremo renderci conto che, la maggior parte delle volte, avremmo potuto evitarle, semplicemente osservando la situazione con una mente aperta e relativizzando.

Spesso, lo stesso disagio, in assenza di schemi predefiniti, avrebbe portato a risultati differenti. Facciamo un esempio: se oggi è una giornata di pioggia, una parte di noi, istintivamente, la classificherà come una brutta giornata, e prima di rendercene conto, avremo somatizzato la situazione come pessima influendo negativamente sull’umore. Nel momento in cui invece, razionalmente, riflettiamo sul fatto che una giornata di pioggia non è né bella né brutta, e offre opportunità diverse da una giornata di sole, il pensiero avrà già invertito la sua rotta. Purtroppo il corpo e la mente sono sempre in relazione; è difficile dare un’impronta completamente positiva se non ci stacchiamo dai vecchi schemi che potranno, almeno in parte, influenzare la nostra percezione.

Ecco perché è importante programmare positivamente la mente a priori, prima di metterla alla prova con la prossima situazione di disagio. Per farlo può essere utile sviluppare la comprensione analitica degli eventi precedenti in modo da affrontare il futuro con una mente sempre più aperta, alleggerita dai preconcetti.

DALLA MENTE APERTA AL CUORE FELICE

Dopo queste dissertazioni è facile capire la relazione esistente tra una mente aperta e un cuore felice, dove l’intenzione finale è quella di vivere tranquilli, positivi, godendo adeguatamente di quello che ci offre la vita e con la capacità di digerire le situazioni avverse, presenti e passate. Se non si “digerisce” il boccone amaro, questo continuerà ad avvelenare il nostro presente, portandoci a rivivere in eterno momenti spiacevoli e pregiudicando il nostro futuro.

NELLA PRATICA YOGA

Questa condizione di flussi mentali è riscontabile anche nell’ambito della pratica Yoga. Prendiamo ad esempio un Asana con cui solitamente abbiamo delle difficoltà, e cerchiamo di porci in uno stato di assenza di condizionamenti.

Dimentichiamo eventuali esperienze negative, blocchi, fastidi, provati in precedenza e poniamoci verso di essa con un atteggiamento di apertura, ricercando solo fonti di piacere. Ricordiamo che stirarsi, respirare in maniera vitale e riaccendere la percettività nel corpo, porta piacere, appagamento, felicità. Certamente, al termine dell’Asana, indipendentemente da quanto intenso sia stato, e dal risultato ottenuto, la nostra mente sarà tranquilla, appagata, e il nostro corpo ricercherà la pratica di quell’Asana anche in futuro, ostentando positività, anziché chiusura, come accadrebbe normalmente di fronte a esperienze inattese e sgradevoli.

P a r t i a m o d a l l ’Asana e anche la nostra vita avrà un miglioramento tangibile.