HUGGE - la filosofia danese per essere felici


by   |  LETTURE 642
HUGGE - la filosofia danese per essere felici

La felicità rappresenta una delle condizioni esistenziali più anelate da ogni essere umano, a qualsiasi latitudine del pianeta. Molti la ricercano accumulando oggetti materiali, inseguendo fama, denaro, o perfezionando sempre più l’aspetto esteriore, ma la felicità, malgrado i numerosi sforzi, continua a essere irraggiungibile.

Per sperimentarla e viverla davvero è fondamentale coltivare gentilezza amorevole, compassione, empatia, controllando stati mentali disturbanti come la rabbia, la malevolenza e la bramosia. Secondo il recente World Happiness Report i popoli più felici al mondo abitano in Scandinavia. Finlandia, Norvegia e Danimarca sono le nazioni dove la qualità di vita è migliore. In particolare, in terra danese la felicità non risulta effimera, perché viene sviluppata adottando un’antica e al contempo moderna filosofia, denominata “hygge” (si pronuncia “ hoogah”).

“Hygge” si può definire come un’arte di vivere, che pone al centro dell’esistenza la tenerezza, la convivialità e il benessere inteso nella sua globalità. Nell’idioma danese, in origine, hygge significa “consolare”, “incoraggiare”. Secondo questa filosofia, per nutrire uno stato di felicità è indispensabile vivere privilegiando la dimensione dell’Essere, piuttosto che quella dell’Avere (parafrasando una nota teoria di Erich Fromm), nei gesti quotidiani, e nelle azioni semplici o grandi che siano. Ciò significa andare oltre la prospettiva individualistica per abbracciare, quando è possibile, momenti di condivisione coi nostri cari, con gli amici, con le persone che ci circondano.

LA RICERCA DI UN SENSO DI APPARTENENZA

Nicolai Freder ik Sever in Grundtvig (1783 – 1872) poeta, storico, pedagogo, riformatore danese, pose le basi per lo sviluppo della filosofia hygge.

Tutto partì dal suo progetto denominato “folkeoplysning” (educazione popolare), in cui sono confluiti i valori tipici dell’Illuminismo e i principi connessi alle libertà personali.

Era inoltre un convinto antielitista. Grundtvig, ispirandosi anche alla mitologia nordica, riteneva che la Danimarca dovesse ricercare la propria prosperità nel benessere del suo popolo in modo da forgiare un’identità nazionale fondata sul sentimento di appartenenza.

La visione di Grundtvig puntava quindi sullo sviluppo interno della nazione, e non sulla ricerca di una grandezza esterna a danno di altri popoli (come fecero invece molte altre nazioni, non solo europee, tra il XIX e il XX secolo).

Fu grazie a quest’uomo così visionario che vennero fondate le scuole popolari, le quali permisero anche a tanti contadini (che sino agli inizi del Novecento costituivano la maggioranza della popolazione danese) di seguire corsi di alfabetizzazione.

Oltre a ciò, l’educazione nazionale e popolare venne stimolata tramite canti corali, poesie, storie.

La tradizione orale glorificava idee quali la semplicità, la gioia, la comunità, la solidarietà: tutti elementi che contraddistinguono

MOMENTI DI CONDIVISIONE

Vivere secondo la filosofia hygge vuol dire coltivare ed esprimere dolcezza, ricercando situazioni in cui è possibile sentirsi connessi realmente con gli altri, come afferma Louisa Thomsen Brits, autrice del libro “Hygge. Il metodo danese dei piaceri quotidiani”, noi tutti abbiamo bisogno di riallacciare relazioni autentiche e solide, soprattutto in un’epoca così instabile come quella che stiamo vivendo. È dunque importante andare oltre il virtuale, oltre la rete di internet, per ritrovare relazioni umane concrete.

“La felicità è reale solo quando viene condivisa” scrisse nel suo diario Christopher McCandless, alias Alexander Supertramp (protagonista del libro e dell’omonimo film “Into the wild”). Secondo la filosofia hygge la felicità si nutre di umanità, gli oggetti materiali sono messi in secondo piano, e la vera ricchezza è costituita dai momenti di gioia vissuti in comune con gli altri. Alexander Supertramp questo l’aveva ben capito nella sua solitudine.

PICCOLI, SEMPLICI GESTI

Abbracciare questa filosofia non è poi così difficile, anche oltre i confini della Danimarca. Non è necessario compiere azioni eclatanti o privarsi di qualcosa. Ciò che davvero conta è rimanere aperti verso gli altri.

Quando superiamo un modo di vivere chiuso e limitante impariamo a meravigliarci della vita e ad assaporarla pienamente. In questo senso, anche momenti in apparenza semplici si rivelano atti non più ordinari, ma straordinari, come preparare una torta con la propria figlia/col proprio figlio, oppure organizzare un pic-nic nella natura con gli amici, o cenare a lume di candela con l’amata/l’amato.

Queste situazioni, se vissute in piena consapevolezza e con un atteggiamento di apertura, diventano momenti indimenticabili.

In ogni istante, possiamo vedere la bellezza e la forza della vita.

IL PIACERE DEL MOMENTO PRESENTE

Vivere secondo la filosofia hygge significa assaporare il qui e ora.

Questo è un principio comune alla millenaria sapienza orientale. In effetti, se si continua a rimuginare sul passato o se si ha paura del futuro, non si vive pienamente la vita. Anzi, non si riesce proprio a cogliere la poesia e l’intensità del momento presente.

A questo proposito è interessate notare similitudini tra la filosofia hygge e la pratica meditativa. Infatti, uno dei principi hygge è quello di “rallentare le azioni”, compiendole in modo consapevole e dolce, senza fretta, senza nervosismo. Con la giusta attenzione cosciente si compiono i gesti quotidiani, importanti o meno che siano. Per esempio, ogni volta che si cammina si presta ascolto alle sensazioni interiori, si percepiscono gli stimoli esterni e si comprende come il nostro corpo reagisce ad essi.

VIVERE NELL’AUTENTICITÀ

In una società “liquida” – adottando la terminologia del filosofo Zygmunt Bauman – lo stile e le regole di vita mutano in modo repentino e, in molti casi, è difficile abituarsi a questi cambiamenti. Negli ultimi vent’anni, le nostre esistenze sono state “stravolte” dall’avvento dei social e dei tanti strumenti tecnologici, che ci permettono di comunicare ovunque e sempre. In un mondo iper-connesso, spesso, il virtuale prevale sul reale, e si corre il rischio di perdere i propri punti di riferimento, la propria essenza, la propria identità.

Per assaporare una felicità vera è indispensabile rimanere ancorati alla realtà.

È importante riconnettersi col proprio mondo interiore, vivendo in armonia coi propri valori. La filosofia hygge suggerisce di fermarsi possibilmente ogni giorno per osservare la propria esistenza, per sentire e raccogliere, anche per iscritto, pensieri e sentimenti che si sono presentati durante la giornata. Ascoltare la voce proveniente dal nostro sé ci permette di rimanere ancorati alla realtà, ai nostri valori e ai nostri autentici bisogni.

RICONNETTERSI CON LA NATURA

Per coltivare l’autenticità ci vengono in aiuti luoghi bucolici, dove potersi rilassare e fermare. Chi continua ad adottare ritmi frenetici rischia di perdersi nei tanti input provenienti dall’esterno, dalle mode effimere, dagli slogan propagandistici, dai condizionamenti non solo sociali. È ormai appurato scientificamente (si vedano in merito gli studi del dottor Qing Li, immunologo, tra i massimi esperti al mondo di medicina forestale), che camminare e immergersi nella natura – in particolare, dove vi sono alberi, quindi in un bosco, in un parco, in una pineta, ecc. – è benefico per il nostro organismo, poiché le sostanze biochimiche (i terpeni) rilasciate dalle piante stimolano il nostro sistema immunitario.

Infatti, quando inspiriamo i terpeni, la quantità di cellule killer naturali presenti nel corpo (quelle che contribuiscono a eliminare virus, batteri e altri agenti patogeni) aumenta notevolmente.

Da qui l’importanza di deconnettersi dai social e dal web per connettersi piuttosto con la natura. I danesi, seguendo la filosofia hygge, fanno il pieno di luce e di vitalità andando in bicicletta, o camminando nelle bellissime foreste della Danimarca.

Tutti possono riallacciare il proprio legame con Madre Natura, così facendo si aiuta il nostro organismo a stare meglio, permettendo alla nostra mente di rilassarsi.

Facciamo del bene anche alla stessa natura entrando in connessione con essa, poiché coltiviamo amore e rispetto verso la terra, le piante, ogni creatura. In questo modo ci sentiamo parte di un unico grande organismo vivente, che è il nostro pianeta.

___

CREARE LA GIUSTA ATMOSFERA

Quando si parla di hygge, bisogna prendere in considerazione ciò che i danesi chiamano “stemning”, ovvero la giusta atmosfera. Semplicità, morbidezza e armonia sono gli elementi che contraddistinguono un ambiente hygge. Si può ricreare un angolo hygge nella propria casa, dove potersi rilassare dopo una lunga giornata faticosa e stressante. Per esempio, se si ha a disposizione un piccolo divano lo si può spostare facilmente accanto a una finestra, in modo che quando ci si sdraia si possa ammirare il cielo. Un ambiente hygge predilige le candele, anziché le luci artificiali, mobili e tessuti naturali, colori tenui, per facilitare il riposo e la calma. Al nostro “angolo di pace” si possono aggiungere incensi o diffusori per oli essenziali, scegliendo quelle fragranze che ci fanno sentire bene.