La RABBIA: come riconoscerla e come gestirla


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La RABBIA: come riconoscerla e come gestirla

L a rabbia è un’emozione di base, tutti la proviamo ma è forse la più controversa e quella di cui tutte le persone hanno più paura. La rabbia è potente e può far perdere il controllo, per questo spaventa così tanto, inoltre si autoalimenta, creando situazioni estreme.

Normalmente questa emozione affonda le sue radici nella ferita emotiva che sentiamo di aver ricevuto: alcune volte genera rabbia pura, altre volte nasconde un’emozione più profonda come paura o tristezza.

Per saperla gestire occorre identificare le sue origini e il significato che le attribuiamo. Sebbene a livello generale l’esternazione delle emozioni sia molto importante per l’equilibrio emotivo, in questo caso possiamo generare situazioni spiacevoli.

L’equilibrio, infatti, si trova in un intervallo molto ampio compreso tra i due estremi che nuocciono a noi e alle nostre relazioni. Non esercitare il controllo allontanerà le persone con cui ci confrontiamo (anche nella cerchia ristretta di amici e famigliari), reprimerla la trasformerà in rancore e noi finiremo con inquinare tutte le nostre interazioni sociali.

Tutti sbagliamo, quindi, se entriamo in questo circolo vizioso, potremo recriminare sempre qualcosa a tutti, specialmente alle persone che amiamo e che, di conseguenza, passano molto tempo accanto a noi! In mezzo a questi due eccessi la variabilità personale è altrettanto ampia e spazia tra chi è semplicemente un po’ sanguigno, ma è in grado di ricucire gli strappi, e chi è molto posato, ma in grado di far valere la propria posizione quando è necessario.

IL GIUSTO BILANCIAMENTO
Mai, come in questo caso, l’equilibrio sta nel mezzo. Quindi, se ci accorgiamo di avere un problema di discontrollo della rabbia, può essere il caso di lavorare per incanalare l’impulso rabbioso. Uno sport che ci consenta di usare l’energia della rabbia, ma che abbia regole rigide da rispettare, potrebbe fare al caso nostro. L’idea è quella di interporre un pensiero tra l’irrompere delle emozioni e l’azione. Per chi ha questo tipo di problema è utile imparare ad incanalare la rabbia e trasformarla da impulso distruttivo in energia positiva.

Questo è possibile impegnandosi a fondo per raggiungere uno scopo, un fine o per migliorare la propria condizione di vita. Chi invece ha un problema con la repressione della rabbia, può cominciare a esprimere le proprie ragioni, iniziando da situazioni in cui si sente a proprio agio, o dove pensa che i danni di un eventuale fallimento potrebbero essere minori, per esempio durante un disguido in un ambito estraneo a quelli consueti. Anche in questo caso, l’espressione fisica della rabbia in un luogo protetto come una palestra, durante una disciplina sportiva o nella propria casa, può essere di aiuto, insegna a confrontarsi con tutti i correlati fisici della sensazione di rabbia e a farceli vivere come più famigliari; serve anche per imparare a esternare e non reprimere. In entrambi i casi tendere all’assertività sarà sicuramente utile. L’assertività è quell’ideale equilibrio tra il discontrollo e la repressione, tra il troppo e il troppo poco.

I CAPISALDI DEL COMPORTAMENTO ASSERTIVO 
Per comodità, ne elenchiamo qui di seguito i principali componenti:

• Esigere di essere trattato con rispetto, ma dare il buon esempio iniziando a trattare l'altro con rispetto e dignita'.

• Esprimere le proprie opinioni chiedendo attenzione ed ascoltando le i punti di vista altrui con lo scopo di capire e non di contestare.

• Esprimere i propri sentimenti e lasciare che l’altro esprima i suoi. Il libero fluire delle emozioni può essere piuttosto difficile e ci può far sentire vulnerabili, d’altra parte è impossibile che il nostro interlocutore capisca come ci sentiamo, se non lo comunichiamo con chiarezza.

• Rifiutare con tatto e cortesia quando non ci sentiamo di accogliere una  richiesta. Imparare anche ad accettare di buon grado quando gli altri esercitano lo stesso diritto nei nostri confronti.

• Chiedere ciò che si desidera o di cui si ha bisogno.

• Scusarsi se si commettono degli errori; sbagliare è inevitabile, non dobbiamo farne un dramma, ma chiedere scusa è un’assunzione di responsabilità doverosa.

• Scegliere per noi stessi ciò che ci sembra meglio impegnandosi per perseguire i nostri scopi lasciando che gli altri (tutti, compresi i figli) facciano lo stesso.

Questo piccolo vademecum può essere un utile strumento a cui riferirsi per cominciare il lungo cammino del cambiamento.

Nei casi in cui la rabbia maschera un sentimento più profondo che ci fa sentire maggiormente fragili, come la paura o la sofferenza, l’obiettivo dovrebbe essere quello di far emergere l’emozione autentica, imparando a riconoscerla e ad accoglierla.

In questo cammino virtuoso le discipline orientali, come lo Yoga, possono essere molto utili perché sono in grado di farci contattare ciò che in psicologia viene denominato il “vero sé”.

Purtroppo, elenchi di buoni propositi, e talvolta anche la pratica, possono non bastare se si vive un problema serio con la rabbia soprattutto se gli scatti d’ira possono nuocere a noi stessi o agli altri, sia verbalmente che fisicamente.

Quando i nostri comportamenti aggressivi o rancorosi ci isolano dagli altri impedendoci di avere relazioni intime e soddisfacenti dobbiamo forzatamente intervenire. In questi casi è opportuno, a volte doveroso, chiedere un aiuto professionale.

"Tutti sono in grado di arrabbiarsi, è facile… ma arrabbiarsi con la persona giusta, con la giusta intensità, nel modo giusto, nel momento giusto e per un giusto motivo, non è nella facoltà di tutti e non è un compito facile "
Aristotele