Stai facendo la vita che fa per te?


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Stai facendo la vita che fa per te?

Qualche tempo fa abbiamo chiesto ai nostri lettori, sul sito di Riza: pensi di aver avuto quello che ti spettava dalla vita? Sei deluso? E cosa pensi sia andato storto? Siamo stati sommersi in poche ore da migliaia di risposte, segno che il nervo è così scoperto, tanto da essere trattato a fondo in un articolo.

Scopri le tue inclinazioni
L’orientamento delle risposte del resto è stato netto e univoco: solo il 6% sidichiara soddisfatto della propria vita! Molti avrebbero voluto viaggiare, fare un altro lavoro, realizzare i sogni di ragazzo.

Il momento più doloroso - e, aggiungiamo noi, inutile - è quello dei bilanci: per molti sono sempre in rosso e questo provoca tante autocritiche. Ben il 44% attribuisce la causa dei fallimenti ai propri difetti, alla mancanza di carattere.

Purtroppo non è così, cioè accusando se stessi, che possono crescere l’autostima e la fiducia in noi stessi. Nessuno ha insegnato al seme della rosa a fare la rosa; eppure la fa, bellissima e perfetta, senza sbagliare.

Anche noi abbiamo un “seme”, un nucleo, un insieme di capacità, attitudini, inclinazioni, desideri che ci caratterizza. Proprio come accade in natura, dove il seme è sotto terra, anche il nostro non è mai conoscibile del tutto, anzi gran parte di ciò che noi siamo ci è oscuro, lo scopriamo un po’ alla volta, durante la vita e attraverso le esperienze.

Forse per questo Nietzsche, il grande fi losofo, diceva che la sola regola cui attenersi è: diventa te stesso (proprio così: diventa, e non “conosci”, come era invece in un’altra antica massima).

Insomma, proprio ciò che non conosci di te può guidarti verso il tuo destino. Ecco perché non bisogna mai combattere contro se stessi, contro i propri istinti, contro le proprie emozioni. Bisogna imparare ad affi darsi al destino, anche se è misterioso.

Ma come si fa? Come fa il fiore a seguire la propria strada? Il suo destino è semplice: “fare il fiore”, fare ciò che è. Nient’altro.
Ma se lui sa farlo, perché pensi che il tuo “seme” abbia bisogno di un libretto di istruzioni per fare te?

Pensiamo che il destino sia una strada maestra, invece è una scoperta quotidiana.
Non è sapere già cosa accadrà, ma aprirsi al nuovo che sgorga da dentro
Corri dietro a te
Eraclito, il filosofo greco, disse: «Anche mettendoti a viaggiare non scoprirai mai i confini dell’anima, anche se dovessi percorrere ogni sentiero, tanto profonda è la sua misura».

Vuol dire che la vita è un viaggio nel non-conosciuto: non serve a niente “capire cosa vuoi”. Anzi, più credi di sapere dove devi andare e ti dai una direzione, più ti perdi. Noi invece passiamo il tempo a dire a noi stessi cosa fare, dove andare, come essere.

Ci aggrappiamo a qualche “assoluta certezza” appresa in realtà dagli altri, dal senso comune, dalle opinioni del mondo. Ci atteniamo alle istruzioni che ci hanno insegnato i genitori o la società, pensando così di non sbagliare.

Ma prima o poi, facendo così, fi niamo per sentirci ancora più smarriti. Viviamo “fuori tempo”, proprio come testimoniano molte delle risposte all’indagine che abbiamo svolto questo. E se invece il nostro destino fosse già all’opera, anche adesso? Se, molto semplicemente, fossimo miopi, incapaci di vedere dove lui ci sta già portando? Seguire il destino non signifi ca sapere ogni giorno chi sei o cosa devi fare, ma al contrario: scoprire ogni giorno qualcosa che non sapevi.

Torna ad ascoltare il tuo mondo interiore, riscopri il tuo seme e... corrigli dietro! Il grande segreto
Mentre ti chiedi se la tua vita è una buona vita, se stai con l’uomo giusto, se non sarebbe meglio cambiare lavoro, mentre fai tutto questo, la tua strada sta scorrendo e sta creando il tuo destino.

In te c’è un seme che sta già facendo la tua pianta. La fa nel modo giusto, senza bisogno del tuo intervento! Ti basta assecondare quel seme e torni in equilibrio con te stesso COME CAPIRE CHE HAI TROVATO LA TUA STRADA • Si riduce la ripetitività, fai nuove azioni • Non hai più aspettative, accogli l’imprevisto • Non insisti nel voler risolvere i problemi • Passi oltre e fai ciò che ti viene naturale • Non rimugini su ciò che è accaduto • Diventi silenzioso, non parli di te • Fai spazio alla contraddizione
COSA SERVE: MENTE APERTA E MENO CONTROLLO È difficile sottrarsi a bilanci e confronti.

Quell’amico che ha ottenuto di più, quei traguardi che hai abbandonato... L’idea che “potevo fare di più” è un tarlo che produce amarezza, ansia, chiusura in se stessi. Tutto il contrario di quel che serve per afferrare al volo il destino, che è sempre in cammino davanti a te, anche adesso!

Ma per imparare a vederlo serve apertura mentale, capacità di farsi stupire e coinvolgere. E soprattutto occorre imparare a cedere un po’ il controllo.