Vivere all’avventura o cercare sicurezze?


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Vivere all’avventura o cercare sicurezze?

“In me ci sono due istinti che non riesco a conciliare”
By una lettrice, Anna
Leggo spesso che per stare bene dovremmo seguire di più l’istintoanimale, vivere ogni attimo senza uno schema o un progetto, come viene, secondo i nostri desideri più autentici.

Allo stesso tempo credo che tutti siamo governati anche da un altro tipo di istinto, quello di sopravvivenza, legato al bisogno di sicurezza, quello che potremmo tradurre con la frase: “Devosistemarmi: casa, lavoro, marito e fi gli”.

Credo che in ognuno di noi esitano due realtà: la curiosità del nuovo e la sicurezza del vecchio. La psicologia di Jung dice che dobbiamo accettare queste parti opposte e contraddittorie, ma come possiamo viverle, giorno per giorno, godendo di quel che possono offrirci, se una esclude automaticamente l’altra? Come trovare un equilibrio interiore fra tensioni così forti? Vivo da sempre questa contraddizione senza riuscire a risolverla».

Narra un antico mito greco che Urano e Gaia, signori del Cielo e della Terra, giacessero uniti in un infi nito abbraccio che fu spezzato quando il loro ultimo fi glio, il titano Crono, li divise con un colpo di spada. La loro separazione fu la prima delle grandi divisioni cosmiche: cielo e terra, giorno e notte, nascita e morte, uomo e donna e così via.

L’uomo arcaico ricorreva alle narrazioni, all’immaginario: nemmeno per un istante avrebbe pensato di poter governare simili processi. Quando sentiva emergere al proprio interno una contraddizione fra due forze opposte, concludeva che si trattava della lotta fra principi universali che si agita nell’animo di ogni uomo, quindi anche nel suo.

Non avrebbe cercato una soluzione razionale - tantomeno “psicologica” - al dilemma della compresenza di forze opposte: questo è il modo di agire dell’uomo moderno, convinto che attraverso la rifl essione e il ragionamento prima o poi risolverà il dilemma.

Ragionare è inutile
Non è così: la mente razionale non ha alcun potere sul mondo inconscio, il territorio della psiche profonda, il regno degli opposti. Ragionare sull’inconscio non serve. Anna dice giustamente che tutti noi siamo governati da istinti apparentemente agli antipodi: chiama il primo “istinto animale” e lo collega ai desideri più profondi, chiama il secondo “istinto di sopravvivenza” e lo associa al bisogno di sicurezza.

Ma il loro essere contrapposti e inconciliabili ha senso solo se sostiamo sulla superficie, la terra della mente cosciente, dove desideri e timori sono avversari. In questo terreno la contraddizione è irrisolvibile. Non è qui che bisogna guardare poiché, com’è facile costatare, questi sentimenti non nascono nell’Io cosciente, ma nel corpo, che è totalmente inconscio.

Affidati a quel che senti
Il problema di Anna sta tutto nell’approccio razionale che mette in campo “per risolvere questa contraddizione”. Ebbene: non c’è nulla da risolvere, c’è da vivere!

Risolvere significa ad esempio decidere se fare la cosa A o la cosa B, prendere una strada o un’altra, cambiare lavoro o restare dove si è. Al contrario, vivere la contraddizione significa comprendere che desideri e paure abitano lo stesso luogo, ovvero “noi stessi”, con il medesimo diritto di cittadinanza.

Sono le due espressioni più autentiche dell’energia vitale che ci abita e che ha a che vedere con la sopravvivenza individuale (sicurezza, protezione, stabilità) e con quella di specie (desiderio, accoppiamento e quindi procreazione).

Non esiste l’una senza l’altra, come non esiste la luce senza il buio: nel profondo ogni caratteristica di personalità trova il suo opposto, ogni sentimento il suo contrario. Carl Gustav Jung, il grande psicoterapeuta citato da Marianna, afferma che compito di ogni essere umano è cercare di integrare gli opposti psichici, non di superare la loro naturale opposizione, cosa impossibile.

Cosa vuol dire integrare
Integrare significa: comprendere che vi è un tempo, una stagione per ogni cosa. Per la gioia come per il dolore, per il rischio come per la sicurezza, per il ragionamento come per l’istintualità.

La nostra esistenza non va vissuta come un percorso di scelte obbligate fra tensioni inconciliabili, ma come un cammino verso la completezza interiore, verso l’unica armonia possibile, ovvero la compresenza di forze opposte, che devono coesistere senza annullarsi.

Cara Anna, abbandona ogni illusione di controllo, affi dati con fi ducia alla tua anima, la parte più sapiente di ognuno di noi, quella che sa sempre dove condurci, in ogni momento della vita.