60 MINUTI PER PROTEGGERE LA SALUTE DEL CUORE FACENDO IL BAGNO


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60 MINUTI PER PROTEGGERE LA SALUTE DEL CUORE FACENDO IL BAGNO

Quand’è stata l’ultima volta che hai fatto il bagno? Non al mare, ma nella vasca.

Settimane? Mesi? Troppi.

È vero che fare il bagno invece della doccia richiede tempo e quindi è più diicile concedersi questo vizio ma, secondo l’università dell’Oregon, fare il bagno abbassa la pressione e aiuta il cuore.

La “terapia passiva del calore”, come viene chiamata, aumenta la concentrazione di monossido di azoto nel sangue e fa dilatare i vasi sanguigni. Diverse ricerche suggeriscono che una esposizione ripetuta all’acqua calda aiuta le pareti dei vasi sanguigni a contrastare il rischio malattie cardiovascolari. Non solo: aumentando la temperatura corpora di 1 grado centigrado si possono bruciare 140 calorie, ovvero tanto quanto faresti camminando per mezz’ora.

Uno studio ha scoperto che facendo il bagno tre volte alla settimana si perde un chilo in un mese, riducendo anche i rischi per il cuore, a cui il grasso non fa certo bene.

Il bagno è quindi il modo più rilassante per ridurre i rischi per la salute.

Cosa dice la ricerca

Lo studio ha preso in esame dieci persone in sovrappeso. Ogni partecipanti è rimasto per un’ora in una vasca con l’acqua alla temperatura di 39 gradi. Sono stati prelevati campioni di sangue sia subito prima dell’immersione sia subito dopo il bagno e ancora due ore dopo. Nel frattempo la pressione arteriosa è stata monitorata ogni quarto d’ora per tutto il periodo di osservazione. Il “trattamento” con il bagno caldo è stato ripetuto almeno dieci volte in due settimane in tutte le persone che hanno partecipato allo studio. Ogni “entrata” nella vasca ha portato ad un incremento dei valori di classici marcatori dell’infiammazione, le interleuchine, oltre che nella produzione di ossido nitrico. Grazie all’azione di questo composto chimico, si possono verificare diversi effetti positivi: i vasi sanguigni si rilassano, la pressione cala, migliora la captazione del glucosio da parte dei tessuti periferici. Ed anche sul fronte dell’infiammazione quanto accade controbilancia l’aumento dell’interleuchina. Anche per questo dopo due settimane dell’originale trattamento si è visto un calo sia della glicemia che dell’infiammazione, perché, come del resto accade quando si fa attività fisica, col tempo l’aumento dell’infiammazione viene compensato da un calo maggiore. Il tutto, ovviamente, senza che i partecipanti alla ricerca abbiano mostrato particolari insofferenza o fastidi al trattamento. Un buon bagno caldo, infatti, non crea proprio problemi!