Il “cibo degli dei” è il tuo vero antibiotico naturale


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Il “cibo degli dei” è il tuo vero antibiotico naturale

Lo dicono i ricercatori svedesi dell’Università di Lund: nel miele fresco sono presenti ben 13 batteri lattici (LAB), frutto del processo trasformativo del nettare dei fi ori che avviene nello stomaco delle api: questa preziosa sostanza ha la capacità di inibire alcuni batteri nocivi per l’organismo umano.

Questo studio, pubblicato di recente sull’International Wound Journal, mette in luce come il miele sia un alimento in grado non solo di nutrirci, ma anche di proteggere con efficacia la nostra salute. Questi microrganismi “buoni” presenti nel miele si sono dimostratiin grado di contrastare efficacemente lo stafilococco aureo, batterio pericolosissimo in quanto, ormai, non risponde più ai trattamenti antibiotici convenzionali (causando negli Usa circa 100mila infezioni all’anno e 18mila decessi). È per questo motivo che il miele va considerato un vero e proprio farmaco, un antibiotico naturale che aiuta a proteggerci dall’azione di agenti patogeni. Anche per le api il miele è un super cibo, che nutre e rinforza l’intero alveare. Queste sue proprietà antibatteriche e disinfettanti si possono constatare empiricamente: il miele non va a male. Si cristallizza, al massimo, ma è praticamente inattaccabile dalle muffe.

Si tratta di un alimento indispensabile, soprattutto con l’arrivo della primavera e poi dell'estate, un modo per alzare le difese contro i malanni di stagione, un cibo che potrebbe evitarci di ricorrere così spesso agli antibiotici che, oggi, hanno perduto il loro effetto terapeutico. Naturalmente questa sua particolare proprietà curativa non deve farci dimenticare le molte altre qualità che possiede, che gli sono valse, fi n dai tempi della Grecia antica, l’appellativo di “cibo degli dei”. 

Si tratta di un cibo proteico secreto dalle api nutrici a uso esclusivo delle larve e dell’ape regina che, proprio grazie alla pappa reale, può vivere sino a cinque anni (diversamente dalle operaie che muoiono dopo 45 giorni). Insomma un fantastico antiage di cui possiamo beneficiare anche noi, in più di un modo.

Nei mieli di castagno e cedro trovati composti antitumorali
Uno studio turco condotto dalla Istanbul University e pubblicato nel 2017 ha rivelato che il miele di castagno, quello di cedro e quello di pino potrebbero avere promettenti proprietà citotossiche; nel senso che, in vitro, si sono dimostrati in grado di distruggere alcune cellule tumorali.

Il merito è, secondo gli scienziati, dei numerosi composti fenolici e dei flavonoidi contenuti nel miele, e in particolare in queste tre varietà prodotte in Turchia. La loro capacità di frenare la proliferazione delle cellule tumorali è stata messa alla prova in laboratorio, su diverse linee cellulari rappresentanti i più diffusi tumori femminili, soprattutto il cancro al seno. Il miele di castagno è quello che ha portato effetti più notevoli e promettenti, seguito da quello di cedro e da quello di pino.

Serviranno però ulteriori studi per approfondire questi risultati e capire come usarli a vantaggio dei pazienti malati.

Può essere la soluzione “dolce” che riduce le lesioni alle cornee
Uno studio condotto dal dipartimento di Oftalmologia del Jones Eye Institute a Little Rock in Arkansas (Stati Uniti) ha investigato gli effetti di applicazioni locali di miele su cornee intatte, abrase o sulle quali era stata prodotta un’infiammazione (cheratite).

Gli esperimenti, che aprono una nuova frontiera di ricerca, sono stati condotti su roditori e hanno messo in luce che, sulle cornee sane, l’applicazione topica del miele non è in alcun modo dannosa, poiché non produce né infi ammazioni né modifi cazioni di alcun genere. Sulle cornee abrase invece ha comportato una più rapida guarigione epiteliale. Il miele inoltre ha ridotto l’infi ammazione sulle cornee affette da cheratite.

La pappa reale difende il cervello dai danni di una situazione di stress
La pappa reale prodotta dalle api potrebbe avere effetto neuroprotettivo nei confronti dei danni causati dallo stress. Lo suggerisce uno studio della Federal University of Uberlândia, a Minas Gerais, in Brasile. Le situazioni di forte stress provocano in genere un aumento dell’ormone corticosterone, che ha anche l’effetto di peggiorare le difese antiossidanti del sistema nervoso centrale. Gli studiosi hanno notato che nei topi alimentati per 14 giorni con supplementi di pappa reale, e sottoposti a forte stress indotto a partire dal settimo giorno, non si verifica un aumento del corticosterone.