Jibo, il robot che vuole giocare con te


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Jibo, il robot che vuole giocare con te

Più avanza la robotica, più cominciamo a familiarizzare con i robot: dai sistemi più semplici come le aspirapolveri autonome a quelli in grado di gestire intere catene produttive nelle grandi industrie, possiamo dire di aver ormai imparato che cosa signiica avere un robot a disposizione.

Il futuro, però, ha in serbo cose ben più serie. Per esempio JIBO, il “social robot” in grado di riconoscere (per il momento) sedici volti differenti e apprendere strategie di comunicazione diverse per ciascuno di loro.

Può aiutare i bambini a imparare a contare e a esprimersi, può rallegrarci con qualche balletto buffo se siamo tristi e, ovviamente, può aiutarci nella pianiicazione della nostra giornata e nella gestione della casa.

Il meglio, però, non è questo: Jibo, tieniti forte, non è un robot nato per essere al nostro servizio. Jibo ha una sua personalità, un carattere e, in un certo senso, è anche piuttosto capriccioso.

Oppure potrebbe fallire alcuni compiti che gli afidiamo e chiederci scusa o non sentirsi in grado di farli e riiutarsi di procedere. “Jibo è azionato da un processore ARM e operato da un sistema Linux. Ha due fotocamere che analizzano e ricordano le persone e un microfono per localizzare i suoni.

Si connette a internet e i suoi tre motori gli permettono di muoversi a 360 gradi con una luidità sorprendente. La cosa più sensazionale, però, è il suo software, in grado di riconoscere gli individui, di capire le nostre parole e, inine, di evolversi e apprendere comportamenti”.

L’esistenza di Jibo ci pone di fronte a un problema molto grande: quando l’intelligenza artificiale sarà abbastanza sviluppata da aver bisogno, oltre che di manutenzioni e aggiornamenti, di comprensione, dialogo e affetto, come reagiremo noi umani alle richieste dei nostri figli cibernetici? I robot ci hanno già sostituiti nel mondo del lavoro, e presto potrebbero entrare anche nella nostra vita sociale: quando scriveranno la più appassionante trama da film del secolo rielaborando i dati di migliaia di bacheche Facebook, o quando ci chiederanno di non lasciarli a casa da soli durante le vacanze perché soffrirebbero di malinconia, che cosa risponderemo?