LO PSOAS: CHE SIA UNA "STELE DI ROSETTA"?


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LO PSOAS: CHE SIA UNA "STELE DI ROSETTA"?

 

Che il nostro organismo e la nostra psiche siano stati da sempre “campo di battaglia” per tutti coloro i quali abbiano cercato di svelarne i “codici” è cosa bene nota.

Che ogni codice richieda una chiave fondamentale di lettura è altrettanto ovvio.

Ma che questa chiave possa essere rinvenuta nel muscolo psoas non è a tutti concetto chiaro.

Ed è proprio in questo senso che il muscolo psoas idiomaticamente rappresenta una chiave fondamentale per il processo di decrittazione delle informazioni codificate del nostro organismo e della nostra psiche.

Partiamo, dunque, da un assioma: psiche, emozioni, corpo ad unum.

Ovvero l’agire su uno coinvolge anche gli altri.

In primis occorre puntualizzare come il corpo materiale, per quanto possa sembrare strano, abbia una sua propria memoria.

È una memoria degli eventi, quella del corpo, che, al pari del cervello, risponde con un irrigidimento muscolare ai traumi.

E dall’irrigidimento derivano alterazioni posturali, dolore e “blocco” dello psoas.

Al pari, da un punto di vista psico-emotivo, ogni qualvolta - nelle scelte di vita - un individuo lascia che i propri istinti restino soffocati da fattori esogeni, si genera un “blocco” o “chiusura” dei centri energetici più bassi. Basti, a tal proposito, pensare come lo psoas coinvolga in un unico abbraccio i primi tre chakra.

Blocco energetico che induce, a livello fisico-funzionale, una scarsa mobilità del bacino; così come accumuli di grasso dalla vita in giù, vene varicose, flebiti, gambe pesanti, emorroidi, caviglie gonfie, piedi sudati ed altri sintomi.

In questo complesso codice di interrelazione fra psoas, organi, visceri, e sistema nervoso centrale, accade di converso che irrigidimenti, alterazioni posturali e blocchi vadano pesantemente a condizionare la psiche.

Insomma, dalla mente al corpo e dal corpo alla mente.

Questo il codice della nostra esistenza.

Codice che possiamo decrittare mettendo le mani sullo psoas, al pari della Stele di Rosetta.

Ci ritroveremo così ad essere travolti da un viaggio a ritroso. Guarderemo il nostro corpo materiale attraverso lo psoas e ci scopriremo a navigare nell’oceano della nostra mente.

A tal proposito, Clarissa Pinkola Estés, nel suo libro cult “Donne che corrono coi lupi” scrive testualmente "... nella psiche istintiva, il corpo è considerato un sensore, una rete informativa, un messaggero con miriadi di sistemi di comunicazione: cardiovascolare, respiratorio, osseo, autonomo, nonchè emotivo ed intuitivo.

Nel mondo immaginifico il corpo è un potente veicolo, uno spirito che vive con noi, un adoratore della vita. nelle favole, personificato in oggetti magici che hanno qualità e capacità sovrumane, il corpo ha due serie di orecchie, una per ascoltare il mondo profano, l'altra per ascoltare l'anima; due serie di occhi, una per la normale visione, l'altra per la preveggenza; due tipi di forza, quelle dei muscoli e l'invincibile forza dell'anima.

E l'elenco dei doppi potrebbe continuare.

In sistemi quali il metodo feldenkrais, ayurvdeda e altri, al corpo vengono riconosciuti sei sensi e non cinque.

Il corpo usa la pelle e le membrane aponeurotiche e la carne per registrare tutto quanto accade all'intorno. Come la stele di rosetta, per coloro che sanno leggerlo il corpo e' una registrazione vivente della vita data, della vita presa, della vita sperata e risanata. e' tenuto in considerazione per la sua capacità articolata di registrare reazioni immediate, sentire profondamente, intuire. Il corpo e' un essere multilingue.

Parla con il suo colore e la sua temperatura, l'ebbrezza del riconoscimento, lo splendore dell'amore, le ceneri del dolore, il calore dell'eccitazione, la freddezza della mancanza di convinzione.

Parla con la sua lieve danza, talvolta agitandosi nervosamente, talvolta tremando. parla con il battito accelerato del cuore, con il crollo dello spirito e la ripresa della speranza. Il corpo ricorda, le ossa e le giunture ricordano, persino il mignolo ricorda.

La memoria alberga con immagini e sensazioni nelle cellule medesime.

Come una spugna inzuppata d'acqua, ovunque la carne sia premuta o appena sfiorata, un ricordo puo' sgorgare e scorrere ".

Giunti a questo punto, mi piace chiudere con questa chiosa.

Se il corpo di un teatro n’è il palcoscenico, lo psoas, silente in regia, ne detta i tempi scenici.

Rossella Pece, ideatrice e fondatrice de “ilfitnessdellanima”, protocollo di lavoro specifico sullo psoas.

www.facebook.com/ilfitnessdellanima

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