L'equilibrio tra corpo e mente: come il wushu fortifica l'io interiore

Le varie discipline del wushu permettono al praticante di fondere mente e corpo, attraverso esercizi permeati di filosofia orientale

by Lorenzo Ciotti
SHARE
L'equilibrio tra corpo e mente: come il wushu fortifica l'io interiore
© Cancan Chu / Staff Getty Images News

Per stare bene fuori dobbiamo star bene dentro. Per stare bene dentro dobbiamo anche star bene fuori. Un cerchio che non ha inizio ne fine. Come lo yin e yang. D'altronde, non c'è alba senza una notte, non c'è tramonto, senza il giorno. Il wushu, l'insieme di tutte le arti marziali cinesi, è un universo per il quale non basta una vita ad esplorare. Ci sono talmente tante sfumature e sfaccettature che rischia di perdervisi dentro, o di innamorarsene follemente.

Attraverso il loro studio si può cercare di arrivare a un equilibrio tra corpo e mente. ma sia chiaro: non so tratta di un obbiettivo che si raggiunge con facilità, ne a breve termine. Bisogna ragionare sul lungo periodo, vedere i progressi un passo alla volta. E il primo passo da fare è cercare di avere un approccio e uno sguardo differente da quello che abbiamo noi occidentali. Comprendere il mondo e la natura che ci circonda è il primo passo da fare. E' quello che hanno fatto secoli fa i monaci buddisti del tempio Shaolin quando hanno gettato le prime basi del kung fu.

I loro corpi, debilitati dalla meditazione si sono rafforzati dopo un attento studio della natura che li circondava. mettendo a repentaglio la loro stessa vita, hanno studiato i metodi di caccia, i movimenti e le caratteristiche di alcuni animali che abitavano le foreste limitrofe al tempio, come tigri e gru. Sono nate li le prime tecniche di arti marziali, che poi nel corso degli anni si sarebbero sviluppate nei diversi stili del kung fu. La pratica degli stili del wushu ha effetti benefici su corpo e psiche, trasformando la carta in un materiale duro come l'acciaio, ma flessibile come la gomma.

Lo studio della respirazione, di movimenti, delle tecniche e delle forme va di pari passo allo studio della filosofia che permea ogni singolo insegnamento. Ma ce n'è uno in particolare che oggi voglio condividere. Me ne parlavano anni fa i mie due maestri, sifu Luca Mastini e il compianto sifu Giorgi Balducci, durante una lezione di taijiquan. Come possiamo placare le preoccupazioni, le angosce e le paure che ci attanagliano, nei momenti più ardui della nostra vita. Si trattava di una lezione volta a praticare alcuni esercizi focalizzati sulla respirazione, associata a determinati tipi di movimenti e annesse visualizzazioni mentali. Per fare degli esercizi del genere serve concentrazione e mente sgombra.

Ma come possiamo svolgere al meglio un esercizio del genere, in un giorno in cui le cose non funzionano? Come ci concentriamo, come sgomberiamo la mente se i pensieri e preoccupazioni ci attanagliano? Come fare per escluderle? "Pensa alla tua mente come una stanza bianca. Tu osservi la stanza da fuori. In quella stanza non c'è nulla, solo, per terra, una radio, che sputa fuori preoccupazioni, dolori, problemi. Ecco, l'esercizio è premere il pulsante che spegne la radio e che, quindi, lascia fuori tutto il resto dalla stanza vuota," ci disse il maestro.

Era l'anno domini 2011. Io mi dissi: "Si, ok, oggi è impossibile." Ci ho provato, davvero, quel giorno, a spegnere l'interruttore, ma non ce l'ho fatta. Era una giornata in cui mi portavo dietro ancora lo stress e il carico di un turno di lavoro particolarmente intenso. All'epoca lavoravo in una struttura di una cooperativa sociale che si occupa di disabilità mentale.

Dannazione, quando ho approcciato l'esercizio non riuscivo proprio ad escludere tutto quello che mi portavo dietro dal giorno. Ma poi, nei giorni seguenti ci ho riprovato finché, a volte, nei momenti più intensi e stressanti, ci riuscivo davvero a spegnere quell'interruttore. A oggi - sono passati 13 anni - a volte riesco a spegnerlo, a volte no.

Non è sempre semplice, a volte non lo è per nulla, ma è la pratica a rafforzarci. Praticando, cercando di entrare dentro al cuore delle cose, ebbene, ci si riesce. A volte. E pensate che questo è solo un piccolo granello di sabbia in un oceano vastissimo che è quello delle arti marziali cinesi.